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Pisa

Robot in miniatura che fanno i chirurghi

Robot in miniatura che fanno i chirurghi

Simili a insetti e sommergibili, sono stati presentati a Milano dai ricercatori della Scuola Sant’Anna

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PISA. Esiste una piattaforma robotica per la diagnosi e il trattamento di patologie cardiovascolari, che consiste in un robot di dimensioni millimetriche in grado di muoversi nel flusso sanguigno mediante campi magnetici esterni al fine di attaccare e rimuovere placche aterosclerotiche.

Ne ha parlato Gastone Ciuti della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che è intervenuto a Milano alla seconda giornata di Robotica, l’unico evento fieristico italiano nel campo della robotica umanoide e di servizio.

Sul tema delle tecnologie robotiche per chirurgia e terapia minimamente invasive Ciuti ha spiegato che «per affrontare questo argomento bisogna fare una sorta di viaggio all’interno del corpo umano e dei suoi distretti anatomici, partendo da quello gastrointestinale, proseguendo con quello addominale, per finire con quello vascolare. Per quanto riguarda il distretto gastrointestinale - ha aggiunto Ciuti - esistono capsule con capacità diagnostiche e terapeutiche, fornite di locomozione attiva e teleoperate. Nell’ambito del distretto addominale si possono utilizzare, invece, innovativi robot chirurgici minimamente invasivi, a confronto con lo standard della chirurgia laparoscopica, come il robot Da Vinci».

Quelli presentati dai ricercatori della Scuola Sant’Anna a Milano sono microscopici chirurghi robot, grandi quanto una monetina, viaggiano nel corpo umano per curarlo dall'interno.

Dotati di piccole zampe come insetti o di eliche come sommergibili, si muovono nello stomaco e nell'intestino, per diagnosticare e trattare i tumori, oppure nei vasi sanguigni, per distruggere i blocchi che ostruiscono il flusso del sangue. Sembrano usciti dal romanzo fantascientifico “Viaggio allucinante” di Isaac Asimov. «Il romanzo di Asimov è stato per noi una grande fonte di ispirazione, così come la natura e il mondo degli insetti», spiega ancora Gastone Ciuti, ricercatore del gruppo di chirurgia robotica coordinato da Arianna Menciassi.

Nei laboratori dell'Istituto di biorobotica ha preso vita una folta schiera di micro-chirurghi robot dotati delle forme più disparate a seconda del distretto del corpo in cui vengono usati. I più curiosi sono gli insetti-robot con 8 o 12 zampe che servono per diagnosticare e trattare le malattie del colon.

«Sono capsule grandi meno di un centimetro che vengono introdotte nell'apparato digerente e che, una volta raggiunto l'intestino, dispiegano le zampe e cominciano a muoversi alimentati da batterie ai polimeri di litio», spiega Ciuti.

Per lo stomaco, invece, sono stati messi a punto dei mini-sommergibili dotati di eliche che navigano tra i succhi gastrici per inviare all'esterno tutte le immagini e le informazioni utili. Sono decisamente fantascientifiche anche le sonde che viaggiano nei vasi sanguigni per raggiungere e distruggere le ostruzioni che bloccano il flusso del sangue.

«Queste capsule vengono guidate da un campo magnetico esterno e nei loro spostamenti sono sempre tenute sotto controllo ecografico - spiega Ciuti -. Una volta raggiunta l'ostruzione, attraverso la loro coda vengono iniettate delle microbolle d'aria che esplodono come delle mine».

L'ostruzione viene così frantumata e i detriti vengono legati da particelle magnetiche che vengono recuperate sfruttando il campo magnetico esterno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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