Sicurezza
Svenimenti all’incontro tra lavoratrici e Sodexo
Lo scontro si fa drammatico, le due dipendenti hanno avuto un malore Il giorno prima c’era stata un’apertura dell’azienda, poi la riunione shock
PISA. Ieri mattina due lavoratrici della Sodexo sono state ricoverate al pronto soccorso dove è stato loro diagnosticato «uno stato ansioso e di agitazione in seguito a litigio». Al momento del malore erano in ufficio con cinque dirigenti per chiarire la propria situazione salariale. Le dipendenti parlano di presunte «pressione psicologica e vessazione» subite – ma di sicuro sta peggiorando molto il clima in quella che finora era solo una pagina di “lotta” sindacale e che un solo giorno prima aveva registrato un’apertura dell’azienda.
I fatti. I dipendenti dal 26 ottobre sono in presidio permanente per scongiurare i 74 esuberi annunciati. Ormai da tredici notti dormono in due tende montate nella rotonda davanti al Pronto soccorso. E ieri mattina Manuela Maganetti (una dei 366 addetti che si occupano di pulizie e sanificazione nei due ospedali della città) aveva appuntamento con Laura Nassi, responsabile Sodexo, per chiedere se ci fossero errori nella propria busta paga, poiché gli straordinari non le erano stati pagati. La donna ha chiesto a Marzia Ricoveri, delegata sindacale, di accompagnarla. Alle 12,20 le due sono entrate in ufficio, un locale interno all’ospedale di Cisanello, dove c’erano anche Pietro Nardini, responsabile commessa, Barbara Marcheschi, capo appalto, Tiziana Cardelli, capo settore e la segretaria. Circa dieci minuti più tardi Maganetti e Ricoveri, abbracciate in lacrime mentre erano accasciate a terra, sono state condotte al pronto soccorso dai loro colleghi lavoratori: lì sono state sedate e hanno avuto una prescrizione rispettivamente di 3 e 4 giorni di “malattia”.
Il racconto. Nei ricordi delle due donne, Nardini avrebbe alluso con «tono della voce visibilmente alterato» al fatto che la situazione lavorativa di Ricoveri era in pericolo.
Maganetti ha percepito un «atteggiamento ostile e intimidatorio» del dirigente ed è intervenuta facendo presente «la tesa e grave condizione psicofisica cui le lavoratrici sono sottoposte dalla minaccia di perdere il proprio posto di lavoro e le condizioni di stress date da 12 notti e giorni di presidio permanente». Le due dipendenti, di fronte ai cinque rappresentanti dall’azienda, avrebbero avuto un attacco di panico di fronte al quale i dirigenti non avrebbero reagito. Non siamo riusciti ad avere la versione dell’azienda, che abbiamo provato a contattare ieri senza successo.
Gli sviluppi. Le lavoratrici si riservano «di adottare ogni misura pubblica e in sede giudiziaria per ripristinare i diritti delle persone e dei lavoratori». Intanto denunciano un altro strano episodio: non c’erano mai stati in due anni. E adesso sono cominciati i controlli di qualità: passaggi di dita sulle superfici che i responsabili effettuano per verificare presenza di polvere. Secondo i dipendenti si tratterebbe di un ulteriore strumento di pressione.
I sindacati. Eppure proprio nella vertenza di martedì Sodexo si era detta pronta a “ragionare” su soluzioni alternative. Lo hanno ricordato ieri in conferenza stampa Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, e Uiltucs-Uil secondo i quali «questi licenziamenti continuano a essere ingiustificati».
La Sodexo ha comunicato 9.100 ore di esubero al mese che significa l’allontanamento di 74 addetti. I sindacati confederali chiedono all’Azienda ospedaliera «di rispettare l’impegno e convocarci a un tavolo per verificare i dati presentati dalla Sodexo» e di proseguire la trattativa sul presupposto che non si procederà a nessun licenziamento, anche alla luce del lavoro supplementare e straordinario prestato dai dipendenti e dal potenziamento dell’ospedale di Cisanello. Le parti hanno fissato un nuovo incontro per il 15 novembre.
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