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Pisa

Il futuro del Santa Chiara e degli ambulanti

Il futuro del Santa Chiara e degli ambulanti

Arriva in commissione il progetto di recupero. E la direttiva Ornaghi non cambia le cose in sede locale

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PISA. Domani il progetto di recupero dell’ospedale Santa Chiara approda sul tavolo della prima commissione consiliare: saranno l’assessore Fabrizio Cerri e il responsabile dei settori urbanistica e sviluppo economico Dario Franchini a illustrarlo ai membri della commissione. Un passaggio fondamentale per capire, tra l’altro, se proprio l’area del Santa Chiara potrà essere la sede per le bancarelle del Duomo, nella parte dell’ex pronto soccorso destinata al commercio. L’assessore Forte nei giorni scorsi ha sostenuto la richiesta degli ambulanti di acquisire quell’area, indicando anche un termine di tre anni per il completamento dell’operazione. Tutto questo a due condizioni: che nel frattempo i banchi si trasferiscano in via Pietrasantina per permettere i lavori al museo delle Sinopie e che il lotto oggetto dell’eventuale acquisto possa essere stralciato e quindi venduto separatamente.

Via libera all’ex pronto soccorso? Il passaggio di domani in commissione potrebbe essere fondamentale almeno per la seconda condizione, quella cioè di poter separare in lotti l’area ospedaliera. «La riunione è per noi molto importante - dicono i vicedirettori di Confcommercio e Confesercenti, Elisabetta Ficeli e Giulio Garzella - in quanto può confermare la volontà del Comune di accelerare l’iter del piano di recupero del Santa Chiara. Ovviamente ci auguriamo che questo iter permetta agli ambulanti di acquisire l’area che interessa. Un percorso che vede anche la Regione favorevole». Ma rimane sempre la questione dei tempi sollevata da Forte. Ancora Ficeli e Garzella: «Se il progetto di recupero va nella direzione da noi auspicata, a quel punto il problema delle bancarelle del Duomo sarà definitivamente risolto nel giro di tre anni con il trasferimento dentro l’ospedale. Nel frattempo siamo disponibili a conciliare le nostre attività con il cantiere».

In piazza insieme al cantiere. Gli ambulanti tornano quindi alla loro proposta iniziale, bocciata comunque dal Comune, di spostare in avanti le attività permettendo i lavori. «Alla luce degli ultimi sviluppi - aggiungono i due vicedirettori - l’ipotesi dello spostamento in avanti dei banchi torna attuale. Uno spostamento per il tempo necessario ai lavori al museo e all’allestimento dell’area nell’ospedale. Nessuno di noi vuole il muro contro muro e ci auguriamo che nemmeno il Comune lo voglia. Il fatto che siamo ancora nella piazza non vuole essere una sfida. Siamo ancora convinti che si possa giungere ad una soluzione condivisa - concludono Ficeli e Garzella - che prevede come risultato finale il trasferimento di tutte le bancarelle del Duomo in un’area commercialmente valida, che non potrà mai essere via Pietrasantina, nemmeno temporaneamente».

Direttiva Ornaghi. Intanto sulla querelle delle bancarelle del Duomo piomba di nuovo la direttiva del ministro dei beni culturali Ornaghi, la cosiddetta “direttiva del decoro”. Uno strumento che impartisce disposizioni agli enti locali al fine di contrastare l’esercizio in aree di pregio monumentale e storico da parte di attività commerciali e artigianali in forma ambulante o su posteggio, nonché di qualsiasi altra attività non compatibile con le esigenze di tutela del patrimonio culturale, con particolare riferimento alla necessità di assicurare il decoro dei complessi monumentali. Una direttiva nazionale, ma tagliata su misura per Roma: non a caso il sindaco Alemanno nelle prossime settimane annuncerà già i primi provvedimenti per il riordino ad esempio delle bancarelle (molte delle quali abusive) nella zona del Colosseo. E Pisa? «Si tratta di una direttiva - spiega Giulio Garzella - e quindi di un indirizzo che le Soprintendenze possono sottoporre al sindaco. Molto simile a quella firmata nel 2007 dall’allora ministro Rutelli. A livello comunale, per procedere ad uno spostamento di attività su suolo pubblico occorre un nuovo piano del commercio, che, a quel punto, indichi zone vietate e altre in cui gli ambulanti possono stare (di pari valore commerciale rispetto a quelle lasciate). Tra l’altro - conclude Garzella - la Regione non ha neppure recepito la direttiva Bolkestein per gli ambulanti, confermando il termine di dieci anni delle concessioni con rinnovo automatico». +©RIPRODUZIONE RISERVATA

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