Sicurezza
Delitto nel battistero il giallo by Malvaldi
Sellerio gli ha chiesto un racconto da ambientare tra inizio e fine dell’anno e lo scrittore ha pensato al 25 marzo, giorno del Capodanno pisano
PISA. Dopo l’arrivo in libreria di “Milioni di milioni” alla fine di ottobre, Marco Malvaldi si scaracolla da una città all’altra per presentare il libro. Martedì a Roma, ieri a Firenze, oggi a Bologna, domani a Ferrara. Il libro su Artusi-detective lo aveva sottoposto a 80 presentazioni: «un colpo anche al fegato», dice sorridendo al telefono.
Dei tanti giallisti pisani, Malvaldi è la punta di diamante, eppure - a parte le inchieste dei vecchietti e di Massimo il “barrista” ambientate a Pineta pseudonimo dietro cui si nasconde Tirrenia - al “nostro” manca un giallo raccontato a Pisa. Chiediamo se ci sono progetti.
«A fine novembre esce una raccolta di racconti che s'intitola "Capodanno in giallo". Sellerio ha chiesto ai suoi autori di scrivere un giallo ambientato per Capodanno. Così ho preso la palla al balzo ed ho ambientato il racconto a Pisa il 25 marzo, giorno del Capodanno Pisano».
E la curiosità si mette subito in moto. Domanda: il delitto avviene in battistero? «Si, proprio in battistero», è la risposta.
Altra domanda: durante la cerimonia del raggio luminoso che penetra in battistero? «Avviene dopo - risponde Malvaldi -. la storia è incentrata nel giorno del Capodanno Pisano, si inserisce in quella cornice».
E Malvaldi si toglie qualche sassolino con la sua consueta ironia: «Avevo fatto la bocca che i film tratti dai miei libri sarebbero stati ambientati a Tirrenia o Marina, invece la produzione ha poi scelto Marciana. Ma voglio vedere come farebbero stavolta a spostare tuto da un’altra parte visto che gran parte delle azioni si svolgono nel battistero di Pisa...».
A parte questo racconto, ma scriverà Malvaldi un romanzo giallo ambientato a Pisa?
«Mi piacerebbe. E più che un giallo dovrebbe essere un thriller perché Pisa presenta elementi abbastanza unici per questo genere, proprio per la sua compattezza: scendi dall'aereo e in cinque minuti a piedi sei in centro, hai accesso ad internet più o meno in tutta la città e questo lo diamo per scontato, ma Pisa è stata la prima città in Europa ad avere internet. Secondo me bisogna trovare quella giusta commistione di modernità e antico, è difficile ma prima o poi lo voglio fare, anche perché è un omaggio alla città che mi ha cresciuto».
Dalla nostra breve inchiesta sugli scrittori pisani, emerge come la città sia popolata di giallisti. Allo scrittore che ha dato vita al “barrista” e alla sua allegra compagnia di ottuagenari domandiamo : perché Pisa è così ricca di giallisti? È proprio l'ambiente pisano, il centro storico, c'è qualcosa che accende la fantasia degli scrittori, di chi vive a Pisa?
«Secondo me più che la fantasia è la cultura, cioè Pisa ha un vantaggio: è molto moderna da certi punti di vista, appunto internet, aeroporto, università, però da certi punti di vista è un paesone dove le relazioni umane sono sempre ancora, almeno per quelli della mia età, basate sulla conoscenza diretta. Quindi c'è la cultura e hai modo di osservare la realtà, hai modo di osservare le persone e queste sono le basi della scrittura, non di gialli ma proprio della scrittura in generale».
Ed ecco la domanda ineludibile: tornerai ai vecchietti del bar e alle inchieste di Massimo?
«Non lo so, non lo so ancora» risponde una voce titubante dall’altra parte del telefono.
In primavera vedremo quindi su Sky queste fiction. Sul piccolo schermo vedremo la traduzione in immagini del terzo e quarto libro della sagra, "Il re dei giochi" e "La carta più alta". Eppure, sappiamo che l’editore sta giocando in pressing sullo scrittore pisano per un altro giallo ambientato a Pineta. «Diciamo che è una partita a due» dice Malvaldi facendo capire che lui - probabilmente - ora cambierebbe personaggi, ma Antonio Sellerio gli vorrebbe far cambiare idea.
Infine l’ultimo libro ambientato nel surreale paese di Montesodi Marittimo: potrà essere il primo di una nuova sagra?
La risposta è perentoria: «No, è un colpo singolo.»
Al termine della chiaccherata, Malvaldi apre una parentesi su quelli che lui definisce «gli scrittori pisani non considerati» e ci fa conoscere un personaggio che ci era sfuggito. «Sulla scia delle mie letture di Renato Fucini, ho sentito recitare alcune poesie di Atos Davini, l’attore della Brigata dei Dottori. Ebbene, Atos Davini è un poeta eccezionale, è secondo me uno dei pochi le cui poesie rimarranno. Mi ha colpito, è straordinario. Le sue poesie le farei leggere, alcune mi hanno lasciato estasiato».
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