Il dolore
Pacchetto professioni, commercialisti a convegno
PISA. Dalle casse di previdenza alla riforma delle professioni, dagli strumenti finanziari per il professionista e il cittadino al contenzioso tributario, dalla riforma fiscale come volano per il...
PISA. Dalle casse di previdenza alla riforma delle professioni, dagli strumenti finanziari per il professionista e il cittadino al contenzioso tributario, dalla riforma fiscale come volano per il rilancio dell’economia alle ultime novità in materia.
Sono questi i temi che saranno affrontati durante il convegno nazionale “Pacchetto professioni, incontro e confronto tra politica e professioni economiche a tutela del cittadino”, in programma venerdì prossimo (dalle 9 alle 19) all’auditorium Concorde dell’Hotel Golden Tulip Galilei in via Darsena 1. L’appuntamento è stato organizzato dall’Associazione Nazionale Commercialisti e dalla Fondazione Commercialistitaliani, presiedute rispettivamente da Marco Cuchel e Angelo Galdenzi. Nel presentare la nona edizione del convegno, Cuchel e Galdenzi hanno lanciato una proposta: far assurgere lo Statuto del contribuente al rango di norma costituzionale.
«La qualità rivoluzionaria dello Statuto del contribuente - spiega Cuchel - risiede nel semplice fatto di essere legge dello Stato. Era il 27 luglio del 2000 quando la Gazzetta Ufficiale pubblicava lo Statuto a conclusione di un percorso di studi durato oltre un decennio, nell’intento di introdurre nel rapporto tra fisco e cittadini alcuni princìpi di base. Lo Statuto prevede che soltanto le leggi approvate dal Parlamento possano imporre nuove tasse; prevede che non si possano manovrare a piacere i termini di prescrizione e che non si debbano irrogare sanzioni per ritardi imputabili all'amministrazione o per errori di interpretazione derivanti da una palese incertezza della legge».
«Ancora oggi, dopo dodici anni dalla sua entrata in vigore - prosegue Galdenzi - lo Statuto del contribuente, pur essendo legge, viene costantemente ignorato, se non calpestato. Dobbiamo con ogni mezzo preservare questa legge illuminata, equa e imparziale posta a salvaguardia di diritti fondamentali del contribuente, che non cancella né istituisce tributi ma li regola e li gestisce nell’applicazione. Dobbiamo continuare a operare con l'unico intento e obiettivo del suo upgrade costituzionale. La legge 212 del 27 luglio 2000, lo Statuto del contribuente, deve assurgere al rango che le è connaturato e le è dovuto: quello di norma costituzionale».
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