Attenzione
I residenti: un quartiere da riqualificare
I commercianti sperano in un rilancio. Soddisfazione per l’eliminazione del passaggio a livello di via Sant’Agostino
PISA. «Ho sentito parlare di questo People Mover, ma cos’è?». È questa la “risposta tipo” di alcuni residenti e commercianti di San Giusto alla richiesta di un giudizio sul progetto del nuovo collegamento (a partire dal 2015) tra la stazione di Pisa Centrale e l’aeroporto Galilei. I cittadini si dividono. C’è chi vorrebbe una parte dei circa 69 milioni di euro necessari alla costruzione dell’opera investiti nella riqualificazione e nel rilancio del quartiere (ma quei finanziamenti, di derivazione europea, possono essere utilizzati solo per certe infrastrutture). E c’è chi, invece, si dice favorevole al People mover perché, insieme a tutte le opere “accessorie” previste, potrebbe significare sviluppo economico (e non solo) della zona.
«Ben venga quest’opera - commenta Elisabetta Boschi della cartoleria “Pinocchio” di via dell’Aeroporto -. È necessaria però una riqualificazione dell’intera strada che oggi è tenuta molto male: invece andrebbe valorizzata perché è la porta di accesso alla città di turisti e di tanta gente».
«È un progetto molto utile per incrementare l’afflusso di turisti - aggiunge Domenico Siclari, residente di San Giusto - che porterà importanti benefici a tutta la città». Più che il People mover, però, residenti e commercianti chiedono una risposta ai tanti problemi che colpiscono il quartiere attraverso una revisione generale della zona. «Il People mover è inutile perché trasporterà poche persone al giorno - commenta un abitante di via Sant’Agostino -. I soldi andrebbero spesi per riqualificare il quartiere, che ormai è completamente abbandonato. L’opera, anche se bella, non servirà a niente».
«Un progetto stratosferico e inutile», lo definisce Juri Bandelli, titolare dell’edicola di piazza Giusti. «Quei soldi potrebbero essere investiti per la riqualificazione di tante zone di Pisa. Ben venga se costruiscono piste ciclabili, rilanciano il verde, migliorano i marciapiedi e le strade».
«È giusto investire in servizi e infrastrutture perché portano sviluppo - aggiunge un altro commerciante della zona - ma prima bisognerebbe riqualificare il quartiere e pensare alle esigenze di chi lo vive tutti i giorni. A San Giusto parchi, fognature e parcheggi sono praticamente inesistenti».
Tra le opere accessorie previste nel progetto del People mover - oltre alla riqualificazione di via Pardi e via dell’Aeroporto (con manutenzione marciapiedi, fondo stradale, piste ciclabili), alla realizzazione di piste ciclabili dall’aeroporto alla stazione e alla riqualificazione a verde di oltre 12.000 mq con nuove piantumazioni - è prevista anche la soppressione del passaggio a livello di via Sant’Agostino che provoca non pochi disagi agli abitanti. Questo sembra essere l’unico aspetto del progetto che mette tutti d’accordo. «Se tolgono il passaggio a livello - dice Elisa Renda della caffetteria “Elisir” - e se l’opera servirà a rilanciare il quartiere, allora ben venga».
Gli esercenti sperano soprattutto che la costruzione del People mover serva a rilanciare il commercio e l’economia del quartiere, ma lamentano la mancanza di informazioni sui lavori che partiranno il prossimo anno. «Qualcosa di nuovo va fatto per la zona dell’aeroporto e il quartiere - commenta Alberto Smarrini, titolare della “Tabaccheria 67” di via Sant’Agostino -. La speranza è che questo progetto porti benefici alla zona e serva ad incrementare il volume del nostro lavoro».
A smentire le critiche per il mancato coinvolgimento della cittadinanza al progetto è Luigi Puccini, presidente del Ctp 4. «Contesto le critiche della scarsa informazione e partecipazione - dice Puccini -. Sono state fatte decine di riunioni e assemblee aperte con cittadini e associazioni». Il presidente del locale Ctp sottolinea anche che «l’opera sarà utile allo sviluppo della zona, ma è solo uno dei tanti progetti previsti per il quartiere con l’obiettivo di portare alla completa riqualificazione della zona, che comunque manterrà il suo volto e la sua identità».
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