Sicurezza
Misericordia, appello per difendere i posti di lavoro
I Cobas temono tagli occupazionali, mentre la difficile situazione di bilancio potrebbe costringere l’ente a rivedere la sua collaborazione al servizio di 118 entro poco tempo
Non riesce a riemergere la Misericordia. Poco personale. Una situazione che probabilmente la costringerà a rivedere la sua collaborazione al servizio 118 entro poco tempo. L'associazione di volontariato, di fatto afflitta da un anno e mezzo da una situazione di crisi nera e affogata da debiti annosi e milionari, sembra non vedere la luce. Intanto sono a rischio i contratti di solidarietà e i debiti restano.
In questi giorni i vertici dell’antica confraternita hanno incontrato i sindacati e hanno deciso di rivedersi entro dieci giorni per discutere proprio i contratti di solidarietà. “È stato chiesto - ha detto Michele Orsi, della Cgil funzione pubblica - di rivedere il modulo organizzativo in modo tale da andare incontro alle esigenze di tutti, ma non dovrebbe essere rimesso in discussione l'accordo che è stato sottoscritto all'inizio dell'estate”.
“Come stanno le cose alla Misericordia? Il nuovo governatore persegue gli stessi obiettivi del piano Falorni, ovvero tagli occupazionali?”. A porsi queste domande è Federico Giusto dei Cobas. “Un anno fa lo studio Falorni - dice - presentò un piano con riduzione dei costi basata solo sulla riduzione degli organici. Siamo tornati alla stessa situazione di un anno fa oppure si intravedono altre soluzioni?”.
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