Il Tirreno

Pisa

Via alla sensibilizzazione sulla donazione di organi

di PierLuigi Ara
Via alla sensibilizzazione sulla donazione di organi

Campagna d’informazione di un gruppo di cittadini che fa capo all’Aido sull’utilità e il grande messaggio di aiuto e solidarietà verso persone malate

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CALCI. Si è costituito un gruppo impegnato a diffondere la cultura della donazione dei trapianti di organi e dei tessuti. Fa capo all’Aido, l’Associazione specifica non lucrativa di utilità sociale, che opera a livello nazionale.

Il raggio d’azione qui è il lungomonte pisano, ma non solo. Fanno parte del gruppo persone che si sono poste l’obiettivo di informare i cittadini sul complesso problema del trapianto partendo dal dato di fatto che esiste troppa ignoranza in materia. Spiega Carmine Mancini, referente provinciale e coordinatore locale: «L’intervento chirurgico ormai è stato perfezionato per cui oggi si può parlare di probabilità di successo praticamente del 100%. Io parlo anche per l’esperienza di mio figlio, che ha avuto il trapianto di fegato, eseguito felicemente dal professor Franco Filipponi. Proprio l’illustre chirurgo è con me all’interno dell’associazione. Sarà presente alla manifestazione pubblica che si svolgerà a breve presso il teatro Valgraziosa».

All’appuntamento, ci saranno il presidente provinciale Aido, Federico Finozzi, la dottoressa Martina Meniconi, di medicina nucleare, attiva in seno all’organizzazione. Andrea Lupetti, uno dei giovani animatori, ha promosso banchetti in mezzo alla gente insieme a Ferruccio Bertolini, deus ex machina della cooperativa Calci.it Piena collaborazione da parte della Misericordia e di sodalizi di San Giuliano, Vecchiano, Vicopisano e Cascina.

Argomenta Andrea Lupetti: «Stiamo coinvolgendo la gente su vari temi attinenti l’argomento. È nostra convinzione che ogni cittadino debba essere informato in modo tale da poter manifestare responsabilmente la propria opinione. Solo sapendo cosa sono la donazione e il trapianto di organi, in quale circostanza avvengono, perché sono importanti e trovando delle risposte soddisfacenti e corrette a dissipare timori, ognuno potrà avere la certezza di prendere la decisione giusta».

Bertolini sottolinea come acconsentire al prelievo dei propri organi e tessuti dopo la morte diventi dimostrazione di civiltà, del resto al passo con i paesi più evoluti. «Il trapianto è uscito dall’aria della sperimentazione e può anzi considerarsi a tutti gli effetti una vera e propria terapia. Oggi possiamo contare su strutture stabili ed efficienti per cui prelievo, trasporto, trapianto degli organi e convalescenza sono realizzabili in modo efficace. Mancano i donatori: questo è uno dei problemi prioritari».

Come rileva Martina Maniconi, nel mondo sono ormai più di 585mila le persone che vivono con un trapianto di rene, 121mila con un trapianto di fegato, 66mila con un trapianto di cuore e 28mila con un trapianto di pancreas. Sta per iniziare un’opera di sensibilizzazione anche nelle scuole attraverso incontri, diffusione di materiale cartaceo e audiovisivi. Ci sono anche donne nel gruppo appena costituito. Si intende rimuovere pregiudizi e affermare un concetto forte: i trapianti sono eticamente e moralmente accettati, non esistono remore e impedimenti da parte di nessun tipo di religione. La religione anzi è incoraggiata in quanto atto d’amore fraterno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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