Finanza
«Così abbiamo risparmiato il 20%»
Il rettore Augello replica alle accuse: «Non è vero che la mia indennità è raddoppiata, l’aumento è solo del 10 per cento»
PISA. Raggiungiamo al telefono il rettore Massimo Augello mentre si sta giocando la partita Milan-Chievo. Il Magnifico è un tifoso rossonero e sul televisore scorrono le immagini della partita. Il Milan ha bisogno di rifarsi dopo un pessimo inizio di campionato e anche il suo tifoso Augello ha voglia di scendere in campo e giocare la sua partita: una partita speciale, giocare in pressing sui giornali che hanno lanciato i titoli sulle indennità di direttori di dipartimento, prorettori e rettore schizzati verso l’alto. Cifre raddoppiate.
Rettore, ma in tempi di spending review, non le sembra troppo? «Ma quale raddoppio, ma no!» esclama il Magnifico il quale aggiunge: «Nessuno ce lo imponeva, nessuna legge ci diceva cosa dovevamo fare. Eppure abbiamo attuato un risparmio complessivo del 20% sulle indennità rispetto a prima. E anche questa è spending review».
Il varo della legge Gelmini ha portato a riscrivere di sana pianta lo Statuto dell’Università con la fine delle facoltà sostituite dai dipartimenti. Una rivoluzione che ha portato a rivedere il numero degli incarichi. Prima i presidi delle facoltà (didattica) erano 11 e i direttori di dipartimento (ricerca) erano 48. La legge Gelmini ha unificato didattica e ricerca riducendo il numero complessivo da 59 a 20: tutti direttori di dipartimento e facendo scomparire la figura dei presidi di facoltà.
«A questo punto abbiamo chiesto agli uffici, visto il numero inferiore di direttori, di ridurre complessivamente del 10% la spesa per le indennità - spiega il rettore - ed ecco che in consiglio d’amministrazione è stata portata la proposta. A cui abbiamo attuato un ulteriore risparmio superiore al 10%. L’indennità è passata da 5.052 euro per direttori di dipartimento e prorettori a circa 7.000 come lordo dipendente. Ciò si traduce in un importo netto annuo di 3.500 euro rispetto ai 2.500 euro del passato».
Prorettore vicario e rettore aumentano la loro indennità calcolando rispettivamente per 4 e per 10 l’indennità che spetta ai direttori di dipartimento. «Poiché il primo obbiettivo del risparmio del 10% lo abbiamo poi fissato al 20% - continua a spiegare il rettore Augello mentre il suo Milan ha segnato la prima rete con Emanuelson - ho ritenuto che l’ulteriore risparmio si poteva attuare riducendo non più l’indennità dei direttori che devono fare fronte a un carico di lavoro più pesante rispetto a prima, ma modificando il moltiplicatore di 4 e 10 per vicario e rettore. E questo moltiplicatore è stato ridotto fino a toccare la riduzione di spesa complessiva del 20%: ecco la nostra speding review».
Domandiamo di quanto è aumentata l’indennità di rettore e vicario. Ed è ben contento, il professore Augello di questa domanda, anche se il tifoso accusa il colpo: Pellissier ha pareggiato per il Chievo. «L'indennità del rettore - spiega Massimo Augello - è ben lungi dal risultare "raddoppiata", passa, sempre su base annua, da 50.523 euro lordo dipendente a circa 56.000 euro lordo dipendente, mentre quella del prorettore vicario passa da 20.210 euro a circa 23.000 euro lordo dipendente. Ciò significa una indennità netta annua rispettivamente di circa 28.000 e 11.500 euro».
Tuttavia, non si può negare che un aumento c’è stato. E lo stesso rettore spiega: «L'unico aumento percentualmente ma non realmente significativo è quello che riguarda i futuri consiglieri, il cui gettone di presenza passa da 162 a circa 320 euro lordo dipendente, per un compenso netto stimato, sulla base di una previsione di 15 sedute annue, in meno di 2.700 euro all'anno, a fronte di un impegno a tutto tondo per la complessiva gestione dell'Università».
E quei titoloni sul raddoppio delle indennità? «Il confronto va fatto su una base omologa e non fra un lordo amministrativo e un lordo dipendente inferiore al primo. In questo caso, tutti i calcoli portano fuori strada». Ed in questa stessa pagina spieghiamo la differenza che intercorre fra i due parametri.
Il rettore Massimo Augello si è conquistato il suo prestigioso incarico nel corso di una carriera ricca di traguardi e anche nel corso di una campagna elettorale in difesa del precariato. Con un’attenzione quasi maniacale a cosa accade fuori dalle proprie mura. «E i fatti lo dimostrano - afferma il Magnifico. L’ateneo, il suo vertice e tutti i suoi organi collegiali sono stati sempre particolarmente attenti e sensibili a ciò che accade che succede nel nostro Paese. Negli ultimi due anni, infatti, il nostro ateneo, forse unico in Italia, ha realizzato una corposa manovra di assunzione di personale, che ha permesso ad alcune centinaia di ricercatori, amministrativi e tecnici, di uscire da una condizione di disoccupazione o di precariato».
E per gli studenti? «Abbiamo attuato una significativa riduzione delle tasse degli studenti e ha mirato a salvaguardare soprattutto le fasce più deboli. Inoltre, ha continuato a praticare, pur fra tante difficoltà, una politica dei servizi agli studenti che non è seconda a nessuna in Italia per quantità e qualità e di forte sostegno alle loro richieste e alle loro esigenze. Su questa linea di grande attenzione per questi temi abbiamo intenzione di proseguire» conclude il rettore, mentre il tifoso si gode il vantaggio del Milan con Montolivo.
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