Il dolore
Assolto papà imputato di abusi sulla figlioletta
Il pm aveva chiesto dieci anni di reclusione, la parte civile 200mila euro di risarcimento. Il tribunale ha ritenuto poco credibili e contraddittorie le accuse
PISA. Dalla parte dei padri, Sempre più spesso si assiste a sentenze e storie che pendono più dalla parte dei padri, talora vittime innocenti, qualcuno lo sostiene, di possibili pregiudizi culturali. Così un padre, accusato dalla moglie di aver compiuto atti sessuali sulla loro bambina per circa un anno quando era piccolissima, è stato assolto giorni fa in tribunale dal secondo collegio dall’infamante accusa.
Per i giudici (presidente Luca Salutini, con a latere Donato D’Auria e Leonardo Degl’Innocenti) l’uomo, un cinquantenne pisano difeso dagli avvocati Lombardi e Vizza, non è colpevole. È stato così assolto perché il fatto non sussiste, attenendosi al secondo comma che porta in ballo prove contraddittorie. Nel corso del procedimento infatti le varie perizie su cui si è costruito e dipanato il caso sarebbero arrivate a conclusioni molto diverse e la versione data dalla piccola sarebbe apparsa via via contraddittoria nel tempo.
I fatti risalgono ad un periodo di tempo compreso fra il settembre del 2005 e quello successivo, dunque per un anno, dai quattro ai cinque anni della piccola.
Affidata alla madre a matrimonio finito, la bambina veniva consegnata al papà a scadenze fisse secondo accordi presi in sede di separazione. A scatenare l’indagine e l’orrore sarebbero stati dei racconti raccolti dalla madre, secondo cui il padre avrebbe toccato la sua piccolina e compiuto su di lei atti sessuali veri e propri nei momenti, si parla di diversi episodi, in cui era affidata a lui. Racconti però che, secondo i giudici, potrebbero essere stati viziati da continue ripetizioni, prima davanti ai congiunti, poi davanti a psicologi e periti, fino ad arrivare a possibili interiorizzazioni di vicende mai avvenute o a interpretazioni. Una lunga storia in cui, come sempre, si trovano faccia a faccia due verità diversissime e che aveva portato il padre sotto inchiesta prima e in tribunale poi. L’indagine, avviata dal pm Giovanni Maddaleni, da un anno alla procura della Spezia, è stata proseguita dal sostituto Paola Rizzo, che l’altra mattina, in tribunale, per l’imputato ha chiesto una condanna severissima: dieci anni di reclusione. La madre, assistita dall’avvocato Stefania Mezzetti, si era costituita parte civile per conto della figlioletta minore, che oggi ha dodici anni e vive con lei al Nord. E in giudizio la parte civile ha chiesto la condanna dell’uomo e un risarcimento di duecentomila euro.
Il Tribunale ha assolto il papà perché il fatto non sussiste.
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