Attenzione
Serfogli e Sanzo, doccia fredda sul nuovo stadio: «Chi paga?»
I due assessori all’Arena Garibaldi per la presentazione del libro sugli impianti calcistici in Italia «La Juve può permetterselo, l’Inter e il Milan pure. Ma non gli altri club, né tantomeno i Comuni»
PISA. Ma il nuovo stadio si fa o non si fa? A parole sì, non c’è problema, come in quasi tutte le città d’Italia.
Nei fatti le cose un po’ cambiano. Nel senso che nessuno andrebbe a dire in giro «Lo stadio ce lo abbiamo già, magari in città ci sono altre urgenze», per evitare brutte figure.
Almeno sino ad oggi. Perché finalmente, dopo molti e variegati proclami, spifferi e fughe di notizie su progetti spaziali e avveniristici, anche da parte delle istituzioni qualcuno parla da terrestre.
Ieri alla presentazione del libro "Stadi d'Italia 2", scritto da Sandro Solinas, all'interno della sala stampa dell'Arena Garibaldi era presente anche l'assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli che è tornato sul tema stadio. «Dopo due anni - spiega - siamo riusciti ad ottenere l'agibilità dell’Arena. Per noi è motivo di grande soddisfazione. Questo è stato possibile dal pressante impegno del prefetto Tagliente. Spendendo il giusto siamo riusciti a fare interventi intelligenti e mirati da luglio a settembre, e quando è arrivata la comunicazione eravamo tutti molto contenti. All'inizio, devo dire la verità, ero scettico. Con una spesa non ingentissima, siamo riusciti ad avere questo grosso risultato».
L'argomento Arena non poteva esimere l'assessore Serfogli ad entrare nell'argomento “nuovo stadio”: «Il nuovo stadio è in cantiere da molti anni. In primis erano state scelte le zone di Porta a Mare e dei Navicellil, poi qualche anno fa c'è stata l'idea di Ospedaletto, che è quella in cantiere. L'idea del nuovo stadio non piace alla maggioranza del pubblico perché l'Arena è considerata la casa del Pisa da sempre; il problema vero è la crisi che sta attanagliando la finanza pubblica. Avere uno stadio di proprietà diventa complicato ed impossibile stando al momento attuale, visti i grossi costi per la manutenzione».
Andrea Serfogli lascia aperto l'ipotesi in prospettiva: «Il nuovo stadio dovrebbe essere costruito secondo il modello anglosassone e deve sicuramente garantire un equilibrio economico da ammortizzare, configurando un allargamento con attività all'interno del nuovo stadio e anche all'esterno».
Ha parlato delle problematiche della costruzione del nuovo stadio anche l'assessore provinciale Salvatore Sanzo, che ha svolto un dottorato di ricerca sulla differenza tra gli stadi inglesi e quelli italiani. «Già da allora - spiega Sanzo - si era capito come in Italia quasi tutte le società non potevano permettersi lo stadio di proprietà. Infatti così è. Solo la Juve che lo ha già messo in atto, Milan ed Inter possono permettersi uno stadio tutto loro. Per le altre al momento non ci sono possibilità. Questo è emerso dagli studi e bisogna dirlo con molta franchezza. Un nuovo stadio sarebbe molto costoso per l'amministrazione comunale».
In effetti, in Italia prima dello Juventus Stadium ne fu costruito un altro, bellissimo, di proprietà. Era quello della Reggiana, il Giglio. Peccato che poi gli introiti galattici derivanti dallo stadio restarono sulla carta, e il glorioso club fallì.
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