Il Tirreno

Pisa

Progetto per consolidare la collina dal rischio frana

di Daniele Benvenuti

Al lavoro i tecnici comunali, ma dovranno poi essere i proprietari delle case a finanziare i lavori necessari per mettere in sicurezza l’intera area privata

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VECCHIANO. «I problemi idraulici sono già stati affrontati e risolti dai proprietari attraverso precedenti ordinanze comunali. In settimana prossima presenteremo anche il progetto per il consolidamento della collinetta, progetto che abbiamo redatto per i proprietari. A quel punto i lavori potranno partire». Il sindaco di Vecchiano Giancarlo Lunardi torna sulla vicenda dell’area di Filettole tra via dei Sodi e via della Pieve interessata da alcuni anni a rischio frana. Ieri in Comune nuova riunione dei tecnici per analizzare la situazione.

«La vicenda ha visto l’amministrazione sempre presente con ben cinque ordinanze – aggiunge il primo cittadino – sia mie che del precedente sindaco, con una sesta che stiamo predisponendo. La situazione attuale vede un assestamento dell’assetto idraulico grazie agli interventi che i proprietari, grazie alle nostre ordinanze, hanno realizzato; assestamento che abbiamo verificato anche in questi giorni di intense precipitazioni. Adesso manca la parte del consolidamento». Ma intanto l’ordinanza cautelare che invita i residenti ad abbandonare l’alloggio in caso di allerta meteo sussiste ancora. «Come per lo scorso fine settimana – spiega Lunardi – abbiamo alternative abitative per coloro che non hanno possibilità di trasferirsi in altre case, alternative sia a Migliarino che a Filettole. Ricordiamo che gli unici interventi realizzati, come detto, sono stati quelli relativi alla regimazione idraulica dell’area collinare che sono avvenuti sotto la direzione del Comune. Per il resto non ci sono state risposte valide, né iniziative. Si pensi che solo nell’ultimo anno sono settantuno i nostri atti per questa vicenda, ma inutilmente».

Il ricorso alle ordinanza rivolte ai proprietari è necessario per imporre loro i lavori. In caso di rifiuto sarebbe il Comune a dover realizzare l’intervento, rivalendosi poi sui proprietari attraverso cartelle esattoriali. «Più facile a dirsi che a farsi – conclude Lunardi -. Infatti l’amministrazione può rivalersi sui proprietari, ma nel frattempo deve fare i lavori e pagarli. E questo creerebbe problemi al bilancio ed al patto di stabilità da rispettare».

Come detto la questione si trascina da diversi anni. Su quella collina c’è una costruzione di quasi mille anni, il Castellaccio, che era dei conti Giuli ed oggi è divisa fra la famiglia e due privati. Pare che già negli anni Sessanta l’Autorità di bacino del Serchio avesse ventilato possibili rischi, ma negli anni Settanta sono state costruite alcune villette. Di fatto, proprio per questi smottamenti, sono necessari altri lavori, in particolare una cosiddetta palificata profonda interna al monte, che sia in grado di dare una soluzione stabile.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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