Sicurezza
Noi lasciamo la poltrona ma non doveva finire così
Giunte provinciali abolite dal primo gennaio 2013. Sanzo: riforma sbagliata, spero che la corte costituzionale rimedi. Ora mi candido al consiglio comunale
PISA. «Certo che sono arrabbiato, ma sono anche sicuro che non sia finita qui». Le province dunque si accorpano: Pisa va con Livorno, Lucca e Massa Carrara nella nuova area vasta costiera. Ma tanto altro resta da fare: a parte la questione capoluogo, sono diversi gli aspetti di questa rivoluzione ancora da chiarire nella loro applicazione (funzioni da mantenere, finanziamenti relativi, sistemazione dei dipendenti, ecc.). Ma ci sono anche delle certezze: con il decreto legge così com’è stato presentato, dal primo gennaio prossimo gli assessori provinciali decadono tutti. Un caso particolare è quello di Salvatore Sanzo: dentro una giunta provinciale fatta di tanti ex sindaci, l’ex campione olimpico è uno di quelli (pochissimi) alla prima esperienza da amministratore pubblico, con deleghe al turismo, politiche giovanili e sport. Il governo Monti però gli impedirà di concludere il mandato.
Sanzo, ci spieghi perché è arrabbiato…
«Lo sono a prescindere dalla mia posizione. Il fatto è che questo governo si è lasciato andare al populismo, all’idea troppo semplicistica che le Province non servono a niente».
E’ contro la revisione dei confini e la riforma?
«Sono contro una revisione fatta in questo modo, soprattutto pensando di risparmiare chissà quanto. Secondo il governo, tagliando stipendi da 2mila euro al mese ad alcune giunte provinciali quanto si risolve? Forse era il caso, già che si affrontava il tema, di pensare contestualmente ai benefici dei parlamentari e ai vitalizi dei consiglieri regionali. Ho sentito il ministro Patroni Griffi dire: poi capiremo il risparmio ottenuto. Poi? Si doveva sapere prima di agire».
Da tempo le Province erano finite nel mirino…
«Ognuno può pensarla come crede sulle Province, ma ora si tratta di sistemare le cose al meglio altrimenti tutto si riversa sui cittadini. Quando alle 8 di mattina un pullman non passerà o quando in un liceo non funzionerà il riscaldamento, da chi andrà la gente? Il Comune non riceverà queste competenze. E quel che rimane delle Province, questo è il punto, è ormai senza soldi».
Questa denuncia è già stata fatta dal presidente Pieroni riguardo alle strade…
«Si aprono tanti interrogativi e per ora non abbiamo risposte certe. Ad esempio: dal primo gennaio, via l’assessore al turismo, c’è il rischio che vadano a casa i 15 dipendenti della cooperativa che gestisce i nostri punti di informazione in città e sul litorale. L’altra sera ero alla riunione dei commercianti di Marina dopo gli effetti della mareggiata. Ho detto che da domani la Provincia non sarà più in grado di muoversi per sistemare le questioni. Speriamo che qualcun altro lo faccia. Penso comunque che non sia ancora finita».
Il riferimento è al pronunciamento della corte costituzionale di martedì 6 sul declassamento ad enti di secondo grado, senza elezione diretta?
«Proprio a quello. Sono convinto che ci sia qualcosa di profondamente incostituzionale nel riordino. La corte non può lasciar passare tutto: così siamo al limite dell’abolizione delle Province».
Dal primo gennaio 2013 Sanzo cosa farà?
«Il giornalista sportivo a Sky, come già sto facendo».
Davanti comunque ci sono ancora due mesi da assessore da onorare: come?
«Con serietà. D’altra parte, era da almeno un anno che si parlava di rivedere le Province e che stavamo nell’incertezza. Ora almeno è stata data una scadenza».
Lascia diverse attività in sospeso con le sue deleghe?
«Si poteva fare ancora tanto da qui alla normale scadenza della primavera 2014, questo è sicuro. Ma tutto quello che è in cantiere lo porterò a compimento, poi saranno gli uffici a farsene carico. Il 12 dicembre abbiamo in programma un convegno nazionale sul turismo e lo confermo. Chi ha bisogno di me mi troverà fino al 31 dicembre nella mia stanza in Provincia. Mi spiace anche per le associazioni sportive: dovranno fare a meno del supporto e dei finanziamenti che riuscivamo a dare».
Giornalista sportivo, va bene. Ma per Sanzo l’esperienza politica finisce qui?
«No, sto pensando di candidarmi con il Pd al prossimo consiglio comunale di Pisa».
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