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Pisa

Mareggiata, si chiedono i danni

Mareggiata, si chiedono i danni

Anche ai cittadini l’eventuale risarcimento, se ne occuperà la Confcommercio

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MARINA. La Confcommercio Pisa, rivolgendosi questa volta non solo agli imprenditori ma anche ai residenti danneggiati dalla mareggiata della scorsa settimana, ha messo a disposizione la propria struttura e il legale dell’associazione come supporto per una possibile domanda di risarcimento.

A darne notizia è stato il direttore di Confcommercio Federico Pieragnoli, durante la riunione indetta dall’associazione mercoledì sera presso la sala del bagno Toto, riunione aperta sia agli imprenditori che ai residenti. Sia Confcommercio, sia Comune che Provincia avvieranno una raccolta fondi e Fabrizio Fontani consigliere Sib e titolare dell’albergo l’incanto di Bocca D’Arno che si trova nella zona di Marina che è stata esondata, ha messo a disposizione la propria struttura per ospitare tutte quelle famiglie che a causa dell’allagamento delle loro case hanno subito gravi danni. Ma fra i presenti in sala si è anche parlato di responsabilità. Di chi è la responsabilità di ciò che è accaduto nella notte tra sabato e domenica scorsi?

«Questo è ciò che andrà appurato e a farlo dovranno essere i tecnici». Così hanno risposto sia l’assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli che il vicesindaco e responsabile della protezione civile Paolo Ghezzi che ha anche portato la sua testimonianza della tragica domenica appena trascorsa. «È vero, all’inizio nei soccorsi qualcosa non ha funzionato. Io stesso sono stato avvisato dell’accaduto soltanto alle 6 e mezzo e questo mi ha fatto arrabbiare molto perché mi dovevano avvertire subito». Così ha risposto il vicesindaco Ghezzi all’affermazione della signora Maria Gelli che ha avuto la casa allagata e che ha riferito che fino alle 5 del mattino non si è fatto vivo nessuno malgrado le ripetute telefonate agli organi di competenza.

«Il vento forte, che poi insieme al mare ha fatto i danni agli stabilimenti – racconta Maria Gelli -, si è alzato verso le 7, ma noi a quell’ora eravamo già allagati. Verso le cinque io ero all’albergo del Fontani ed è arrivata la polizia e non vedendo nessuno, ha detto che avrebbero fatto un verbale. La mia casa si è allagata completamente e ho dovuto buttare via tutto compreso i libri di scuola dei miei figli. Non ho più niente. In questi giorni ho messo sulla strada tutta la mia mobilia e ho buttato i miei ricordi: ben 30mila euro di danni».

Un po’ tutti i presenti hanno fatto notare che i disastri si sono verificati in prossimità dei due punti dove sono stati chiusi gli sbocchi al mare aperto trasformando quei tratti in vere e proprie vasche. «Credo che i tecnici debbano rivedere i progetti che hanno studiato perché c’è qualcosa che non va», afferma Enrico Gelsi, il cui figlio è il titolare del bagno Toto che è andato distrutto.

«Quando sono arrivato sul luogo dell’esondazione – spiega Ghezzi -, per risolvere la situazione avevo pensato di far aprire un varco nella diga, ma io stesso ho rischiato di essere trascinato in mare. Così abbiamo risolto mandando l’acqua nel cantiere del porto e contemporaneamente si è intervenuti anche in un altro modo. Per il futuro ho dato disposizioni scritte per essere avvertito immediatamente ed è stato programmato un piano di intervento».

L’assessore provinciale al turismo Salatore Sanzo ha sottolineato che nel corso della festa per il compleanno di Tirrenia che ci sarà domani, verrà effettuata una raccolta fondi e che la festa vuole essere un segnale immediato di ripresa e che si farà portavoce con l’assessore provinciale all’ambiente Valter Picchi, di tutto quello che è stato discusso nella riunione.

Donatella Lascar

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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