Gioco
La Stazione Marconi sta cadendo a pezzi
Una parte del tetto è crollata. Il Comune può intervenire, ma l’edificio è dello Stato. Presto verrà in visita Renato Soru
PISA. E se Renato Soru, patron di Tiscali, adottasse quel rudere che è la stazione radio di Marconi in quel di Coltano? L’ipotesi non è delle più bislacche, perché l’assessore comunale al turismo, Giuseppe Forte, a titolo personale ha invitato l’ex governatore della Sardegna a visitare ciò che resta di quella stazione da cui Guglielmo Marconi, nel 1903, effettuò la prima trasmissione con un trasmettitore a scintilla.
Quest'area infatti, che originariamente era di proprietà di Casa Savoia, si prestava molto bene alle trasmissioni ad onde lunghe, in quanto zona acquitrinosa e, come tale, capace di minimizzare le dispersioni del segnale. La Stazione radio, però, oggi versa in una condizione disastrosa, con i tre quarti del tetto crollato. E con le piogge e le tempeste di questi ultimi giorni, la situazione è destinata solo a peggiorare.
«Il Comune è disposto a metterci 500mila euro», dice l’assessore ai lavori pubblici, Andrea Serfogli. «Ho invitato Soru a vistare la stazione ma in maniera informale, attraverso un social network», dice Forte.
Ed in maniera altrettanto informale, Soru gli avrebbe detto di essere «disponibile, curioso ed interessato a vederla». Nessuno dunque vuole tirare Soru per la giacchetta, anche se la sua azienda è decisamente “imparentata” con il core business di Marconi, e cioè le comunicazioni. Se il Comune è disposto a mettere 500mila euro, ne servono ben 2 milioni e 125.000 soltanto per il restauro.
Ed una volta trovati questi, saremmo a metà dell’opera.
A complicare, infatti, questa vicenda di abbandono che dura dal 1940 circa (i tedeschi minarono la stazione), c’è il particolare che la struttura è tuttora del demanio statale e sotto la supervisione della Soprintendenza. Come dire che il Comune, se anche avesse i soldi, non ci può mandare nemmeno un solo muratore.
Tipico della lentezza e della farraginosità dell’italica burocrazia, lo stato, per cedere a titolo gratuito al Comune l’immobile, pretende non solo il restauro, ma anche un piano di gestione. E cioè, la Stazione radio, una volta tirata a lustro, deve potersi mantenere finanziariamente da sola.
Le tristi note continuano dunque. «Ci vogliono oltre due milioni di euro per fare i lavori – dice Serfogli – e poi dobbiamo fare il piano di gestione coinvolgendo il più possibile fondazioni bancarie, fondazioni di telecomunicazioni, imprese e sponsor privati». Fino al 2014 infatti non si possono più pescare finanziamenti nel fondo per la cultura ed i beni storici Pasl della Regione Toscana perché a secco.
Il piatto langue e piange.
«Non possiamo fare un museo sic et simpliciter e magari poi chiuderlo o tenerlo aperto con grossi sforzi – dice Serfogli – ed è per questo che ci vuole un piano di gestione». E pensare che lo scorso anno, il rudere marconiano si era piazzato al sesto posto in Italia tra i beni da recuperare nel censimento Fai (Fondo ambiente italiano) “I Luoghi del cuore”. Erano stati 12.291 voti che la stazione radiotelegrafica Marconi di Coltano aveva raggiunto, rimarcando la sua importanza storica nel panorama nazionale.
Ma cos’è oggi la più famosa delle stazioni Marconi? Purtroppo un rudere, «uno sconcio che in ogni altro Paese non sarebbe mai avvenuto»: disse questa estate il sindaco Marco Filippeschi al Tirreno. Da metà maggio, fino al prossimo 31 ottobre, il Fai ha lanciato la nuova edizione del censimento, allargando per la prima volta l’iniziativa anche al contesto internazionale. Da circa un anno e mezzo il Comune ha intensificato i contatti con l’Agenzia del demanio, ma è pur vero che i progetti del Piuss hanno assorbito tantissime risorse dell’amministrazione. Tutto, insomma, non si può fare.
Il Comune, già nel 2002, ha interessato della questione la Rai (c’era lì vicino un centro di produzione), Radio 24, e tanti altri soggetti che, a parole, si sono detti interessati all’area.
E chi non lo sarebbe, visto che, se «fossimo in un altro Paese, quel luogo sarebbe meta di pellegrinaggio»: scrive Forte on line. Nel 2006 il Lions Club di Pisa organizzò un premio di laurea per il recupero della struttura. E poi nel novembre 2008 si è tenuto il convegno sul tema “Il recupero della Stazione Radiotelegrafica di Coltano”, organizzato dal Fai e dai Lions Club di Pisa e Livorno. In tale occasione, addirittura, si era convenuta la necessità non solo di partire quanto prima con il recupero della Palazzina Marconi, ma di rinominare la frazione in Coltano-Marconi dietro consultazione popolare.
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