Gioco
L’area vasta cambia i criteri per la scelta del capoluogo
PISA. Riflettori sempre decisamente puntati sulla questione del capoluogo che sembra riaperta. Il sindaco Marco Filippeschi è stato sollecitato a più riprese sul suo profilo Facebook e ha dato...
PISA. Riflettori sempre decisamente puntati sulla questione del capoluogo che sembra riaperta. Il sindaco Marco Filippeschi è stato sollecitato a più riprese sul suo profilo Facebook e ha dato risposte molto accorte. Una è questa: «Sul capoluogo di più non sappiamo. Conviene vedere il testo ufficiale del decreto e poi, se il procedimento di accordo tra le città ex capoluogo verrà confermato, aspettare la conversione in legge. A quel punto potremo valutare davvero la situazione con punti di riferimento certi. Consigliabile, a mio avviso, mantenere un profilo di grande equilibrio e serietà nelle proposte, di grande rispetto tra le città e i territori: come abbiamo fatto, come ho cercato di fare, con qualche risultato, nei mesi scorsi, senza rinunciare a contestare duramente e visibilmente scelte che ci sono sembrate ingiuste e immotivate».
Il sindaco non si sbilancia, ma in un’altra risposta fa capire che i margini ci sono. «Se il criterio restasse immutato toccherebbe a Livorno, anche se l'area vasta diluisce assai - ha scritto -. Spero invece che il decreto individui ancora uno spazio reale di discussione, alla pari, nel quale far valere criteri più ricchi e razionali per una decisione davvero motivata ed equilibrata».
Sul perimetro delle nuove province, aggiunge Filippeschi, «la scelta del governo rispecchia ciò che hanno chiesto le rappresentanze regionali delle imprese e del lavoro. Con tutto il rispetto per chi rivolge critiche ricordo che nella consultazione fatta dal Cal della Toscana c’è stata un’espressione unanime da Confindustria a Cgil, Cisl e Uil, dalle associazioni degli artigiani e dei commercianti, a quelle dell’agricoltura, così come le associazioni ambientaliste. Inoltre le province d’area vasta erano state indicate dall’Irpet come sintesi degli studi economico-sociali effettuati da Università e istituti di ricerca alla luce delle evoluzioni toscane ed europee e delle scelte di programmazione della Regione».
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