Il Tirreno

Pisa

Collina a rischio frana Allarme per tre famiglie

di Candida Virgone
Collina a rischio frana Allarme per tre famiglie

Nonostante siano state raggiunte da un’ordinanza del sindaco in cui si intima lo sgombero e si offre l’alloggio in un residence, nessuno si è mosso di casa

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VECCHIANO. Una collinetta che smotta, da decenni, a Filettole, ma su cui si sarebbe continuato a costruire e fare, come dicono gli esperti comunali, «movimenti terra», tipo un campo da tennis. Movimenti tali da aver provocato ora diverse lesioni nel muro di contenimento del rilievo, muro che avrebbe dovuto evitare il possibile e ventilato rischio che tutto crolli sulle case esistenti immediatamente sotto. Tre case, fra via dei Sodi e via della Pieve.

Una in cui vive un affittuario, una in cui vive la famiglia proprietaria di ambedue gli alloggi, ed una terza più sotto, in cui però non c’è quasi mai nessuno. Sette persone in tutto. Così mercoledì sera, alla porta degli inquilini delle prime due case hanno suonato i vigili urbani del Comune di Vecchiano notificando a chi ci vive un’ordinanza cautelare che li invita ad abbandonare quanto prima l’alloggio vista l’allerta meteo. «Una storia che va avanti da anni - dice l’inquilino, Francesco Simeni - con lotte fra proprietari a monte e a valle. E intanto a me non hanno offerto alcuna alternativa alloggiativa».

«Non è così - replica il sindaco, Giancarlo Lunardi - è stato messo a disposizione un residence a Migliarino. Di fatto le condizioni di piogge continue annunciate non ci sono state, ma noi invitiamo ugualmente i residenti a lasciar le case perché è pericoloso starvi». Vediamo però come si è arrivati a tutto questo, una vicenda non nuova della quale è stata interessata e interessata lo è tutt’ora la procura.

«Di fatto - racconta Lunardi - su quella collina c’è una costruzione dal 1.100, il Castellaccio, che era dei conti Giuli ed oggi è divisa fra la famiglia e due privati. Pare che già negli Anni Sessanta l’Autorità di bacino del Serchio avesse ventilato possibili rischi, ma negli Anni Settanta sono state costruite alcune villette. Di fatto, proprio per questi smottamenti, sono necessari altri lavori, in particolare una cosiddetta palificata profonda interna al monte, che sia in grado di dare una soluzione stabile. Già l’ex sindaco, Rodolfo Pardini - continua Lunardi - fece un’ordinanza in cui chiedeva ai proprietari a monte e a valle, visto il pericolo certificato anche da un geologo incaricato dal Comune, di sedersi ad un tavolo e di mettersi d’accordo sui lavori da fare. Gli unici interventi, però, sono stati quelli relativi alla regimazione idraulica dell’area collinare che sono avvenuti sotto la direzione del Comune. Per il resto non ci sono state risposte valide, né iniziative. Si pensi - sottolinea il sindaco di Vecchiano - che solo nell’ultimo anno sono settantuno gli atti fatti dall’amministrazione per questa vicenda, ma inutilmente».

Il Comune ha segnalato comunque tutto alla procura: il pericolo non è rappresentato dalle costruzioni che ormai ci sono, ma da ulteriori movimenti di terra, non autorizzati, che sono avvenuti e che possono peggiorare una situazione già difficile.

Ora c’è l’ordinanza di sgombero delle due famiglie che stanno a valle, viste le ultime crepe e le piogge abbondanti di questi giorni. Se non si dà finalmente mano a questi lavori, dovrà eseguirli il Comune recuperando però i fondi investiti dalle cartelle esattoriali dei responsabili.

Essendo opere di protezione civile e visto il momento, si potrebbe chiedere il supporto finanziario della Regione, ma i proprietari dovranno comunque versare la loro parte.

Intanto lunedì mattina si tornerà a discutere della questione con il professor Raffaello Nardi, dell’Autorità di Bacino del Serchio».

Di fatto però nessuno avrebbe ancora lasciato gli alloggi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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