Il dolore
Una scelta che non tiene conto della realtà
Gruppi consiliari divisi, la presidente Maccioni spera «in un segnale diverso della corte costituzionale»
PISA. Appresa la notizia dell’approvazione del decreto legge di riforma delle Province, subito hanno espresso le loro posizioni i rappresentanti dei gruppi politici in consiglio comunale. Ne esce un quadro assai difforme. «Una scelta miope - ha così esordito la presiedente del consiglio comunale, Titina Maccioni - che non tiene assolutamente conto delle realtà territoriali a cui viene applicata. Ci auguriamo che la corte costituzionale dia un segnale diverso».
«Con questo decreto - dice Giovanni Garzella, capogruppo del Pdl - non si tiene conto della storia di Pisa e della storia delle altre città ed inoltre è una legge che non troverà applicazione perché ha di fronte non solo la corte costituzionale, ma soprattutto le elezioni politiche dove tutti i partiti faranno a gare per abrogarlo».
«Credo che la decisione di istituire una nuova provincia nell’area costiera - dice Ranieri Del Torto, capogruppo del Pd - sia quella più ragionevole, pur nel quadro di una riforma che conserva diverse ambiguità a partire dalla scelta dei capoluoghi».
«Un decreto sbagliato - dichiara invece Carlo Scaramuzzino, capogruppo di Sel - frutto di una legge che non ha più padri per quanto votata a larghissima maggioranza e che deve passare al vaglio della corte costituzionale tra una settimana».
«I socialisti - aggiunge Giuliano Bani, capogruppo del Psi - avrebbero preferito una riforma complessiva delle autonomie locali. Tuttavia, la scelta di unica area costiera risponde alle esigenze del nostro territorio».
«Una manovra assurda - sottolinea il capogruppo di Rifondazione, Maurizio Bini - che non porterà ad alcun risparmio, ma più problemi che soluzioni a partire dalla scelta del capoluogo, dalle problematiche occupazionali e dalla difesa del territorio».
«Ci auguriamo - dice Paolo Cognetti, capogruppo di Fli - che il Parlamento non approvi questo decreto. Troviamo assurdo che Pisa perda il capoluogo e ci auguriamo che siano confermati i dubbi d’incostituzionalità».
«Noi avevamo lavorato per questa ipotesi dice Luca Titoni, capogruppo dell’Udc - anche se rimangono dubbi, a partire dal capoluogo. Pisa, che si trova in una posizione centrale anche da un punto di vista geografico, deve essere il capoluogo di questa area costiera».
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