Lutto
Una giornata vissuta col fiato sospeso
L’allarme meteo non è ancora finito, sul litorale ci si attrezza con i sacchi di sabbia contro il rischio di altre mareggiate
MARINA. Il vento e la pioggia sono tornati a spazzare il litorale e con il passare delle ore tra gli abitanti e gli operatori commerciali di Marina, torna la preoccupazione e si cerca di prevenire il peggio. Il titolare del bagno Grecale, Giulio Valtriani, il cui stabilimento si trova vicino a ciò che resta del bagno Toto dopo la mareggiata dei giorni scorsi, già nel pomeriggio di ieri era sul suo arenile per costruire una barricata di sacchi di juta nel caso il mare fosse ingrossato. «Ho comprato un centinaio di sacchi che poi riempiremo di sabbia – spiega Valtriani – per cercare di evitare che il mare mi allaghi nuovamente il magazzino. C’è un allarme meteo in Corsica con onde alte 8 metri. Questa volta non voglio rischiare. La mareggiata di sabato scorso ha riempito d’acqua tutto il magazzino che si trova al livello della spiaggia e adesso devo buttare congelatori, forno a microonde e altre attrezzature. E poi le onde hanno rotto una ringhiera in acciaio. Ci sono danni per diversi migliaia di euro, non voglio certo paragonare i miei danni a quelli del bagno Toto, ma certamente ci vorrà almeno un mese per rimettere tutto a posto».
Il lungomare, sotto la pioggia battente, sembrava tranquillo e dormiente senza nessuno in giro, ma in fondo al lungomare di via Tullio Crosio, le ruspe del cantiere della diga foranea messo sotto accusa per l’allagamento, erano in movimento e hanno aperto un varco tra la vasca e il mare aperto. Anche se è stato pulito tutto, restano ancora i segni del disastro. Il bagno Gorgona è praticamente aperto, anche per permettere ai mezzi di risistemare la sabbia sulla terrazza, mentre le cabine appaiono mezze sfondate e senza pannelli a copertura. In mezzo a piazza Viviani, dove al lato si trova anche il Bobo’s Bar, c’è un cumulo di macerie di cemento. «Abbiamo riaperto martedì per sopravvivenza – spiega Andrea Bottai che gestisce il bar insieme ad Andrea Borelli - ma qui sembra d’essere in una zona terremotata. Devo dire che gli interventi di pulizia sono stati efficaci e celeri, ma sono le testimonianze dei danni che danno questo aspetto disastrato. Siamo preoccupati per questo brutto tempo, ma crediamo anche che un fatto come quello di domenica non si ripeta più. E poi, non vedo nemmeno come potremmo proteggerci. Dentro abbiamo ripulito tutto dalla sabbia e ora pensiamo ad andare avanti». Davanti ai portoni, ai cancelli e alle finestre di via Crosio come di via delle Curzolari, che è finita letteralmente sott’acqua, ci sono ancora i sacchi di sabbia distribuiti domenica dalla protezione civile. In qualche punto troviamo ancora alcuni cumuli di mobili, materassi, cuscini, libri, poltrone, che fino a qualche giorno fa erano dentro alle abitazioni allagate e che ora invece aspettano di essere portati via. «Ieri in queste strade c’era la mobilia di tutti i seminterrati e gli appartamenti a piano terra di via Crosio e di via delle Curzolari – raccontano Carla e Riccardo Iacomelli titolari del ristorante “da Gino” - Ho riaperto oggi ma sono senza riscaldamento e generatore – spiega Iacomelli - finiti sott’acqua. Spero che quest’ultima mareggiata sia stata un fatto eccezionale, ma stanotte staremo allerta e nel caso rimonteremo le paratie come abbiamo fatto la notte tra sabato e domenica. Colgo l’occasione per ringraziare Stefano Bottai che ha aperto il cantiere del porto per far defluire l’acqua liberandoci e anche tutti i soccorritori e i volontari che non si sono risparmiati. Il fatto è che il mare è arrivato silenzioso e molti si sono alzati dal letto e si sono trovati l’acqua oltre le ginocchia. Alcuni si sono trasferiti dai parenti perché hanno dovuto buttare tutto».
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