Sicurezza
Niente fornitori, solo produttori
La consegna è uno scambio, non più un’operazione finanziaria
PISA. No fornitori, ma «produttori». No ordini, ma «prenotazioni». Infine, vietate le confezioni di insalata in busta. Siccome la forma in certi casi è sostanza, persino nel linguaggio i frequentatori dei Gas cercano di evitare alcune parole. Siamo abituati a considerare il commerciante come mediatore tra chi acquista e chi produce: quindi se io fossi interessato a un certo tipo di merce andrei nel negozio per “ordinarla” e il titolare la chiederebbe al “fornitore”. Sbagliato: i Gas eliminano i rapporti gerarchici, la filiera dei mediatori che a ogni passaggio lucrano sul prezzo e, soprattutto, eliminano le parole “forti”. Chi acquista fa parte di una comunità che si impegna ad acquistare sempre, creando un rapporto solidale con il «produttore» al quale si «prenota» la busta da tre chili di verdure che ogni settimana si intende ritirare nel luogo in cui avviene la «consegna», che è uno scambio, non un’operazione finanziaria. Termini più “gentili” che indicano una motivazione sentita. Per questo un acquirente solidale che frequentasse anche supermercati (non tutto si trova ai banchi dei Gas) non comprerebbe mai 300 grammi di insalata già lavata e imbustata: tutte operazioni inutili che costano, ricaricando di molto il prezzo finale senza portare un reale beneficio economico al contadino sulla cui terra quella pianta è cresciuta. (g.c.)
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