Italia
La rivolta dei docenti spiegata agli studenti
Assemblea al liceo Galilei per illustrare gli effetti della legge di Stabilità. Insegnanti tutti dimissionari
PISA. Gli insegnanti del Liceo Classico Galilei hanno deciso di sensibilizzare studenti e genitori sugli effetti dell’articolo 3, comma 42-43, della legge di Stabilità, in discussione alla Camera e al Senato. Qualora fosse approvato, il provvedimento comporterebbe l’innalzamento dell’orario lavorativo dei professori della scuola secondaria dalle attuali 18 a 24 ore lavorative, con un incremento delle ore di insegnamento frontale (quelle in classe) del 33%, per il quale non sarebbe riconosciuto alcun aumento di stipendio.
Se ne è discusso ieri mattina in un’assemblea di istituto che fa seguito ad una riunione del Collegio Docenti del 26 ottobre scorso. Nell’occasione i professori , con una lettera indirizzata al dirigente scolastico, comunicarono la volontà di attuare una concreta forma di protesta, fino a quando non fosse stato garantito lo stralcio dei commi 42-43 dell’articolo3.
Nel documento- si legge-i professori dichiarano di astenersi dalle ore eccedenti l’insegnamento previsto contrattualmente per la copertura delle assenze dei colleghi;di astenersi dall’attività di tutte le commissioni in carica; di astenersi dalle attività da parte di tutte le figure di sistema (collaboratori del dirigente scolastico, funzioni strumentali, coordinatori o segretari dei Consigli di classe, responsabili dei laboratori; di astenersi dalle prestazioni aggiuntive legate ad attività progettuali di ampliamento dell’offerta formativa (teatro, laboratori, corsi di recupero; di astenersi dall’accompagnamento degli studenti in tutti i viaggi di istruzione eventualmente programmati.
«Le nostre ore di lavoro - ha spiegato Stefano Sodi, vicepreside dimissionario - vanno ben oltre le 18 ore in classe. Non vengono conteggiate, ad esempio, le ore impiegate a correggere i compiti a casa, gli impegni pomeridiani per collegi, consigli, scrutini, riunioni disciplinari, ricevimento, aggiornamento e formazione, attività indispensabili per una didattica efficace e proficua».
«Il provvedimento è sbagliato - denunciano i professori del Galilei- perché è stato introdotto dal governo senza alcun confronto e perché innalza arbitrariamente le ore di insegnamento, abbassando la qualità dell’istruzione; sottrae opportunità di lavoro a decine di migliaia di docenti precari;riduce di fatto le retribuzioni, già ferme da anni per il blocco del contratto. Alle retribuzioni più basse d’Europa, al blocco del contratto, al rinvio del pagamento degli scatti di anzianità, ad un investimento in istruzione tra i più bassi del nostro continente, si aggiunge una politica che sceglie di tagliare ancora sulla scuola. L’unica ragione plausibile per obbligare a 24 ore di lezione frontale, è l’intento di recuperare risorse, riducendo gli organici e risparmiando su supplenti e precari».
Renata Viola
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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