Sicurezza
È qui la storia di piazza delle Vettovaglie
La pescheria di Ginetto Falciani festeggia domani 75 anni, stessa attività e bottega sotto le logge
PISA. Il nome Falciani a Pisa vuol dire pesce fresco. Da sempre. Una famiglia che dalla fine degli anni Trenta ha servito generazioni di pisani con le sue pescherie, tramandandosi il mestiere di padre e figlio, coinvolgendo anche cugini, cognati. E domani Ginetto, attualmente titolare dell’omonimo negozio di pesce in piazza delle Vettovaglie, festeggia i 75 anni proprio di quella bottega. «Era il 2 novembre 1937, quando la bottega di piazza delle Vettovaglie aprì i battenti – racconta - Fu mia nonna Amelia che volle provare a far cambiare vita ai sui figli più piccoli, evitando anche a loro la dura vita del pescatore». Amelia Serfogli era sposata con il capostipite della famiglia Falciani, Giuseppe; un personaggio in tutto e per tutto, conosciuto con il soprannome di Boccalino. Una vita da pescatore, con i suoi barchini ormeggiati vicino al “Sostegno” in lungarno Sonnino. Vita dura quella di chi va per mare, tanto che proprio sua moglie decise che i figli dovevano fare altro. Ma sempre con il pesce. «La bottega all’inizio lavorava con il pesce pescato da Giuseppe e poco altro», racconta ancora Ginetto che a 11 anni, nel 1954, entra anche lui nella pescheria di famiglia. Nel frattempo Boccalino era morto, e le botteghe erano diventate due. Anche i figli degli altri Falciani (Umberto, padre di Ginetto, aveva cinque fratelli e una sorella) danno una mano alle attività così come il fratello di Ginetto (Luciano prematuramente scomparso). «Quando entrai in bottega – racconta ancora l’attuale titolare della pescheria di piazza delle Vettovaglie – non solo prendevamo il pesce al mercato notturno di Livorno, ma anche spesso a quelli di Viareggio e Piombino nel pomeriggio. Mio padre Umberto, poi, non aveva abbandonato il mare; aveva un motopeschereccio a Marina di Pisa, “Aquila d’oro”, sostituito anni dopo con il “Grifalco”. Insomma la tradizione di famiglia continuava». Nel 1989 muore il padre Umberto e nel 1997 anche il fratello Luciano. Ma Ginetto non molla: «Oggi dopo 75 anni fa siamo ancora in questa piazza – dice orgoglioso – con mio figlio Federico, mia moglie Laura, mia cognata Carla e il mitico Franco. Dopo tanti anni il nostro motto non cambia: rispetto, qualità e freschezza». La pescheria da Ginetto è l’ultima icona di una Pisa commerciale che non esiste più e che aveva proprio in piazza delle Vettovaglie il suo cuore pulsante. Una piazza con il norcino Marinelli, con l’alimentari Cesqui, la macelleria di carne equina, la Casa del Formaggio con scaffali colmi fino al soffitto di forme di parmigiano. Nei giorni scorsi anche Marino Matteoni dopo 35 anni ha chiuso il suo alimentari (che aveva rilevato proprio dal Cesqui). Così Ginetto Falciani è rimasto da solo a difendere la storia della piazza. Non a caso giovedì scorso, nella festa organizzata dai commercianti locali, Ginetto ha ricevuto i complimenti del sindaco Filippeschi e del prefetto Tagliente. (d.b.)
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