La manifestazione
Ateneo, sindacati all'attacco sul raddoppio dei compensi
Forti polemiche dopo che il consiglio di amministrazione dell’Università di Pisa ha dato il via libera all’aumento delle indennità per i vertici dell’ateneo. "Il rettore è tra i più pagati d'Italia"
PISA. La decisione del consiglio di amministrazione dell'Università di Pisa di aumentare le indennità di rettore, prorettori e direttori di dipartimento, oltre che di raddoppiare il gettone di presenza ai consiglieri di amministrazione, è definita «fuori luogo e quasi offensiva» da tutti i sindacati delle rsu d'ateneo, soprattutto per «il difficile momento che il Paese attraversa e considerando la scarsità di risorse a disposizione del sistema universitario, oltre al totale blocco degli stipendi che coinvolge gran parte del personale pubblico».
Le cifre. La delibera del cda continua a far discutere, ma vediamo quali sono le cifre ufficiali. I nuovi compensi approvati mercoledì scorso sono i seguenti: il gettone presenza al cda passa da 200 a 400 euro (la proposta di aumento portata al voto era di 500 euro); le indennità annue dei nuovi direttori di dipartimento passano da poco più di 5mila a 8.800 (la proposta iniziale era 9.500 euro); il prorettore vicario da 20mila a 35mila (4 volte un direttore); il rettore da poco più di 50mila attuali a 88mila (dieci volte un direttore). Questi ultimi due hanno deciso si autoridursi una parte dell'indennità nominale. Tutte le cifre sono lorde.
Sindacati contro. «Non è accettabile - dicono Cgil, Cisl, Uil, Snals e Usb - che tutto ciò sia giustificato dal fatto che, nel complesso, lo stanziamento totale destinato a queste indennità diminuirà in ragione della diminuzione delle posizioni a seguito dell'applicazione della legge 240 e della conseguente riorganizzazione dell'ateneo. Sicuramente la riforma aumenterà il lavoro per chi riveste queste cariche, ma ciò vuol dire che minore sarà l'impegno e il tempo che rettore, prorettori e direttori impiegheranno a svolgere le attività di ricerca e a preparare le lezioni per gli studenti, senza che ciò porti a una diminuzione dei loro stipendi». I sindacati fanno anche la radiografia all'aumento delle indennità e risulta che, secondo i loro calcoli, per «rettore, prorettore vicario e prorettori lo stanziamento destinato è praticamente raddoppiato». Un incremento, concludono i sindacati, che porterà il rettore Massimo Augello a «essere tra i più pagati d'Italia anche rispetto a università assai più grandi come La Sapienza di Roma e la Federico II di Napoli».
Politici e studenti. Boccia l'aumento delle indennità anche il Psi pisano che con il segretario provinciale, Giuliano Bani, afferma di percepire «un sentimento di tristezza» e aggiunge che «proprio al più alto livello dell'istituzione a cui tutti siamo profondamente attaccati per i livelli di eccellenza e di prestigio espressi, non si è manifestata un'adeguata sensibilità sociale. Il problema non è contabile ma di consapevolezza e di tatto: mentre un intero ceto sociale sta sprofondando nella miseria e nella precarietà, sono le istituzioni, non esclusa quella universitaria, che devono per prime dare segnali forti e significativi». Pur riconoscendo lo sforzo e le aperture del consiglio, la lista studentesca Sinistra Per considera "non sufficiente la nuova proposta che pure prevede un risparmio complessivo doppio rispetto alla proposta iniziale, ma che contiene comunque un aumento che per noi è motivo di forte criticità, in particolare per le cariche monocratiche. Comprendiamo l'aumento di impegno e della responsabilità individuale, ma continuiamo a ritenere inopportuno, in un momento di crisi e di tagli all'Università e a tutte le amministrazioni pubbliche, aumentare le singole retribuzioni, soprattutto se pensiamo che i principali beneficiari saranno docenti ordinari che percepiscono già, in moltissimi casi, oltre 100 mila euro all'anno».
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