Sicurezza
Tanti figli e senza lavoro Ora c’è chi ti può aiutare
L’associazione nazionale famiglie numerose ha un consigliere a San Giuliano Pagando parte dell’affitto o le bollette si cerca di far fronte alle richieste d’aiuto
ORZIGNANO. Se a perdere il lavoro è una famiglia numerosa, la vita diventa difficilissima. Già per tutti far quadrare i bilanci è una sfida quotidiana. Figurarsi in presenza di nuclei familiari con più persone. L’Associazione nazionale famiglie numerose (Anfn) ha un consigliere nazionale nel Comune di San Giuliano il quale è anche referente provinciale. Si chiama Paolo Puglisi, informatico, sposato con Laura Forte, insegnante; hanno quattro figli.
Puglisi lancia un sos: «La situazione è drammatica, insostenibile». Puglisi non parla per sé, ma per le famiglie numerose, e tante ce ne sono, le quali sono rimaste prive di un’occupazione. Gli enti locali, a corto di soldi, non possono aiutarle più di tanto. Segnano profondo rosso anche realtà territoriali votate tradizionalmente al sociale. Per i meno fortunati un quadro a tinte fosche. Puglisi fa il punto: «Non si contano i casi di famiglie numerose anche qui da noi al limite della sopravvivenza. La nostra associazione sta raccogliendo lo sfogo di tanti che non arrivano a fine mese. Con numerosi di loro abbiamo condiviso difficoltà e paure. Le richieste di aiuto in questi ultimi tempi, causa la crisi generale, risultano purtroppo aumentate. Non poche aziende chiudono e tanti padri di famiglie numerose perdono il lavoro. In una famiglia formata da una coppia ed un figlio, se uno dei due adulti perde l’occupazione si crea un problema. Se questo si verifica in un nucleo familiare numeroso, siamo di fronte al dramma».
Succede sempre più spesso che quando una famiglia riceve la lettera di licenziamento, per poter campare è costretta a non pagare più l’affitto ed entrano in sofferenza con le bollette. Per molti pende la minaccia dello sfratto.
L’Anfn non ha troppe disponibilità, ma fa i salti mortali per destinare ai maggiormente bisognosi parte degli introiti, frutto di donazioni e di iscrizioni all’associazione. «Attraverso il sito o via mail arrivano continue richieste ed è impossibile accoglierle tutte. Alle emergenze - continua Paolo Puglisi - si cerca di far fronte pagando affitti o bollette arretrate. L’invio di pacchi con il cibo rappresenta una boccata d’ossigeno». Del resto le cifre parlano un linguaggio eloquente: i senzalavoro, in provincia di Pisa, rappresentano un esercito. Sono 55.300 gli iscritti ai Centri per l’Impiego di Pisa, Pontedera, Santa Croce e Volterra. Calcolata in 273mila la popolazione attiva in provincia. Il 30%, nel pisano, sono i giovani senza lavoro.
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