Il Tirreno

Pisa

Polemiche sull’Unità Mian: Bersani-Renzi fate come negli Usa

di Antonio Scuglia

L’ex presidente del Pisa risponde al polverone sul Pd e prepara la nuova iniziativa del Gunther Group

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Maurizio Mian, farmacologo pisano azionista dell’Unità, parla al telefono da Miami mentre comincia a cadere una fitta pioggia: «Brutto segnale - dice, - perché è l’avvisaglia di un uragano».

Come il famigerato Sandy o come quello mediatico dei giorni scorsi? «Ma no, quello mediatico è anche divertente e non fa male. Anzi, qualche aspetto mi fa sorridere».

Per esempio? «Dopo l’intervista sul Fatto Quotidiano vengo attaccato anche dal Giornale (anche se il vero bersaglio non sono io, è ovvio) perché avrei comprato quote dell’Unità con soldi che si trovavano in Liechtenstein. Ma i soldi erano in Italia, regolarmente rientrati pagandoci le tasse, in base alla legge sullo scudo fiscale di Tremonti. E il premier non era il fratello dell’editore del Giornale?», sorride.

«I soldi che ho guadagnato e ereditato sono tutti investiti in Italia, per produrre lavoro nel nostro Paese e finanziare ricerche».

L’ex presidente del Pisa Calcio però sa di essere stato tirato in ballo non per ostilità personale bensì per il suo collegamento diretto con l’Unità, quindi per la polemica Renzi-Bersani.

«E cioè allo scopo di fare un po’ più di polverone sulla querelle delle Cayman - commenta. - Niente di scandaloso, è un aspetto della politica. Ma io in quella vicenda non ci sono entrato. Vi dico tranquillamente che mi dispiace per la gravità attribuita a questa storia della cena elettorale di Renzi con Serra. Per me Renzi non ha fatto niente di male, anche se simpatizzo per il Pd e per Bersani. Anzi, visto che sono in America, vorrei esporre un concetto politico molto sentito negli Usa».

E cioè? «Qui i candidati si scontrano per le primarie ma si riconoscono molto nei rispettivi partiti: il perdente, chiunque sia, dopo la nomination fa di tutto per far eleggere colui che fino al giorno prima era il suo rivale. Ecco, il Pd unito può vincere bene ed è solo questo che vorrei» .

Mian è simpatizzante ed editore, ma non iscritto al Pd: «Le mie origini sono da radicale, e ritengo tuttora che ci siano punti sui quali il Pd si dovrebbe “sbrinare”. Lo credo fermamente, perché su quei punti si basano i miei progetti e il futuro del Gunther Group».

Nei prossimi giorni infatti prenderà corpo il nuovo progetto sul quale Mian lavora da anni quasi a tempo pieno: uno studio comportamentale su un gruppo di volontari, la versione finalmente scientifica dei primi tentativi degli anni 90 sul Gunther Group. «Non so come sarà accolta. Ma io ci credo molto», dice Mian. Il progetto è stato molto paparazzato per la collaborazione con Fabrizio Corona, ma l’idea del reality, che avrebbe avuto un impatto più forte nell’immediato, nei mesi scorsi si è evoluta verso una direzione più “documentaristica” ed è stata corroborata da basi teoriche piuttosto consistenti. Il fine ultimo? «La ricerca della felicità, liberi da convenzioni, censure ed autocensure imposta da una cultura plurisecolare che la felicità l’ha sempre inibita invece di aiutare a cercarla. Le mie avventure nel calcio e nell’entertainment, vissute sempre con la gioia del tifoso e del fruitore di musica e spettacolo, hanno sempre avuto un solo scopo: attirare l’attenzione su qualcosa di più profondo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web