Il Tirreno

Pisa

Marina, ampliato il varco tra gli scogli

di Francesco Loi
Marina, ampliato il varco tra gli scogli

Nuovo allarme meteo: si corre ai ripari contro il rischio dell’effetto vasca. Altre verifiche sulle cause dell’allagamento

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. E’ scattata per oggi una nuova allerta meteo, con Marina di Pisa ancora provata dalla mareggiata di domenica scorsa nel tratto del lungomare Crosio (e non solo). In via precauzionale, e sperando che ciò sia sufficiente, si prova a correre ai ripari: è stato infatti aperto un varco più ampio nei pressi della scogliera del cantiere. Una ventina di metri del “pennello” (la scogliera perpendicolare alla riva) è stata abbassata al livello dell’acqua in modo da aiutare il deflusso. Quella dell’assenza di varchi (che avrebbero aumentato la capacità di ritorno dell’acqua portata dalle ondate verso il mare aperto) è in effetti una delle principali ipotesi avanzate per spiegare il disastroso allagamento. «Sono in corso verifiche ulteriori», dice l’assessore provinciale Valter Picchi, che aveva preannunciato la richiesta di una relazione dettagliata ai suoi uffici della Difesa del suolo, responsabili dei lavori sul litorale ed esperti per i progetti anti-erosione.

Intensità trentennale. In attesa che venga completata questa relazione, tra la Provincia e Palazzo Gambacorti, sede del Comune, rimbalzano una serie di indiscrezioni sulle ipotesi più accreditate. Si comincia dall’eccezionalità della mareggiata, classificata dai tecnici con tempi di ritorno trentennali. In altre parole, secondo le statistiche un fenomeno così intenso capita una volta ogni trent’anni. La forza delle onde è arrivata a spostare massi di cinque tonnellate anche nella difesa di scogli sotto la strada. E qui giunge il primo elemento di riflessione, perché in realtà già la mareggiata del dicembre 2011 aveva raggiunto un’intensità simile. Sono dunque fenomeni che sembrano intensificarsi, tanto che danni sono stati provocati anche in altre zone del litorale, non solo di quello pisano.

Effetto vasca. E’ vero anche che, nel tratto del lungomare Crosio e soprattutto nelle strade retrostanti, si è verificato un allagamento che altrove non c’è stato. Diventa così necessario porsi altre domande, ad iniziare dai varchi. Il cosiddetto effetto vasca è stato quello che più di ogni altro sembra aver portato all’allagamento: tanta forza delle onde nella “cella” dei lavori e quasi nessuna possibilità per le acque di sfogarsi e tornare verso il mare aperto. Nelle scogliere della zona c’erano due varchi: uno però è stato eliminato con la costruzione delle strutture del porto e l’altro, più a sud, è stato limitato dalla pista di servizio creata per portare i mezzi sulla diga in fase di ricostruzione. Quella scogliera davanti al lungomare Crosio è da molto tempo che doveva essere risistemata e il cantiere stava intervenendo su due tratti già affondati, quasi dei varchi involontari. Il fatto è che la “cella”, stretta tra il porto e le altre scogliere, sembra sia diventata assai più piccola di prima e con un livello idrico ben più elevato. Non è da escludere che il proseguimento dei lavori (quattro mesi di durata) possa di conseguenza subire modifiche, ad iniziare dalla previsione di un più adeguato varco in prospettiva contro l’effetto vasca.

Sistema fognario. C’è infine il discorso del sistema fognario che, secondo alcune ipotesi, non avrebbe funzionato a dovere in una zona, quella alle spalle del lungomare Crosio, di due metri più bassa rispetto al livello del mare. La causa? Sembra che le “bocche di lupo”, ovvero gli ingressi dei tombini, fossero in molti casi ostruite. Una volta liberate con l’intervento della protezione civile provinciale l’allagamento è come svanito.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa