Sicurezza
Il Pdl chiede la calamità e risposte sul cantiere
PISA. Ondate di critiche, è il caso di dirlo, dopo quanto successo a Marina di Pisa. «Vista l’inerzia del sindaco Filippeschi e le titubanze del suo vice, sollecitato da Diego Petrucci, dagli altri...
PISA. Ondate di critiche, è il caso di dirlo, dopo quanto successo a Marina di Pisa. «Vista l’inerzia del sindaco Filippeschi e le titubanze del suo vice, sollecitato da Diego Petrucci, dagli altri consiglieri comunali del Pdl e dalla coordinatrice provinciale Silvia Silvestri ho chiesto all’assessore regionale all’ambiente Annarita Bramerini di decretare lo stato di calamità naturale per Pisa e il suo litorale a seguito degli ingenti danni provocati dalla mareggiata di domenica 28 ottobre».
Così il consigliere regionale del Pdl Giovanni Donzelli in merito ai possibili interventi che l’amministrazione regionale può porre in atto. «Probabilmente - aggiunge - il sindaco è solo distratto e poco interessato al bene di Pisa; se invece il suo silenzio dovesse dipendere dalla consapevolezza che all’origine dei danni non c’è la forza della natura l’atteggiamento omertoso del primo cittadino sarebbe ancora più grave».
Una serie di domande sull’accaduto le pone il consigliere provinciale del Pdl, Gianluca Gambini: «I lavori di ripristino delle dighe foranee davanti al lungomare Crosio, richiesti per anni da noi e dalla gente del litorale, possono essere causa o concausa del disastro verificatosi? La Provincia ha affidato i lavori all’inizio di ottobre, il giorno 8, quando la gara d’appalto era stata indetta all’inizio dell’estate: era questo il periodo giusto per iniziare il cantiere? Perchè la Provincia non si è opposta in conferenza dei servizi al posticipo dei lavori a dopo l’estate, come chiesto, sembra, da Comune e Capitaneria di porto, evidenziando che con la cattiva stagione i rischi di mareggiate si sarebbero moltiplicati? Chiedo poi sia fatta piena luce su eventuali responsabilità e sulle metodologie usate per raggiungere le dighe foranee ostruendo così l'unico sbocco al mare. Chiedo infine di verificare se si siano creati ostacoli al deflusso delle acque e che cosa abbia peggiorato una situazione già critica».
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