Il Tirreno

Pisa

Cda dell’ateneo, alle urne l’81% dei prof

di Gianluca Campanella
Cda dell’ateneo, alle urne l’81% dei prof

Altissima percentuale al voto. Eletti Stea, Palazzolo, Ferrari e Rossi, fra i tecnici amministrativi la spunta Giorgeri

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PISA. Che le elezioni per il cda dell’Università di Pisa fossero molto sentite lo dimostra l’altissima affluenza alle urne: circa l’81% dei 1.586 professori aventi diritto (1.284 votanti) tra lunedì e ieri ha scelto di mandare nel board dell’ateneo: Giovanni Stea, Claudio Palazzolo, Mauro Ferrari e Paolo Rossi. Buona la presenza ai seggi anche dei tecnici amministrativi: il 55,6% dei 1.496 chiamati al voto (832 persone) ha eletto Francesco Giorgelli. Con i cinque di ieri, più il rettore Massimo Augello (membro di diritto) e la componente studentesca (due membri eletti in precedenza), si sta per delineare il primo cda dell’epoca Gelmini, cioè il super organo di governo accademico che con la legge 240 – voluta nel 2010 dall’allora ministro dell’università – concentra su di sé quasi tutti i poteri.

Il nuovo statuto dell’ateneo pisano prevede dieci consiglieri d’amministrazione, numero a cui si arriva con due membri esterni: dall’undicesimo membro del board in poi, sarebbe scattato l’obbligo del terzo esterno. Per questo motivo il prorettore vicario e il direttore generale partecipano alle sedute, ma non hanno diritto di voto. I nomi dei due esterni saranno scelti a breve dal rettore all’interno di una rosa di quattro candidati selezionata dal senato accademico tra tutti i curricula pervenuti.

Nel dettaglio il voto di ieri ha registrato i seguenti risultati: Stea, ricercatore del dipartimento di Ingegneria dell’informazione, ha avuto 245 preferenze; Palazzolo, ordinario di Scienze politiche, 222 preferenze; Ferrari, ordinario di Ricerca traslazionale e nuove tecnologie in medicina e chirurgia, 211; Rossi, ordinario di Fisica, 183. Gli altri candidati: Sandra Vitolo, ordinario del dipartimento di Ingegneria civile e industriale, ha avuto 160 preferenze; Marco Santagata, ordinario di Filologia, letteratura e linguistica, 158 voti; Gianfranco Denti, ordinario di Chimica e chimica industriale, 63; Paolo Paolicchi, associato del dipartimento di Fisica, 25 preferenze. Per il personale tecnico-amministrativo due erano i candidati: Giorgelli, del dipartimento di Farmacia, che entra in cda con 407 preferenze; e Andrea Lapi, dell'amministrazione centrale, escluso d’un soffio con 396 voti.

Il board è «organo di governo, di indirizzo strategico e di controllo dell’Università» e avrà molto più potere del cda uscente; mentre chi esce indebolito dalla riforma Gelmini è il senato accademico: prima era il vero organo politico, adesso diventa quasi consultivo. Per i due membri esterni ci sono in lizza Alfredo Cariello, economista, commercialista e bancario; Simone Nasoni, information manager; Beatrice Sassi, avvocato e direttore generale dell’ente per i Servizi tecnico-amministrativi di Area vasta Centro; Giuseppe Taddei, ingegnere ferroviario.

Il ministero dell’università, avrebbe preferito la designazione anche dei membri interni ed era ricorso contro lo statuto chiedendo la sospensione cautelare della procedura elettorale. Ma una sentenza del Consiglio di Stato ha dato il via libera.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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