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Pisa

ricorso per la scarcerazione

Anarchici, va a Milano l’inchiesta sui due pisani

Anarchici, va a Milano l’inchiesta sui due pisani

PISA. Passa da Perugia a Milano l'inchiesta sulla 'rete' anarco-insurrezionalista e, in particolare, sulla Federazione anarchica informale (Fai) e sul Fronte rivoluzionario internazionale (Fri) che,...

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PISA. Passa da Perugia a Milano l'inchiesta sulla 'rete' anarco-insurrezionalista e, in particolare, sulla Federazione anarchica informale (Fai) e sul Fronte rivoluzionario internazionale (Fri) che, lo scorso 13 giugno, aveva portato a dieci arresti. In carcere erano finiti anche Stefano Gabriele Fosco, ritenuto dagli inquirenti uno degli ideologi del gruppo, e Elisa Di Bernardo, la sua ex compagna, tutti e due residenti a Pisa, a Porta Fiorentina.

Oggi davanti al Tribunale del Riesame di Milano le difese dei due presunti terroristi hanno discusso il ricorso per chiedere la scarcerazione (i giudici si sono riservati). Nell'ambito dell'inchiesta erano state notificate due ordinanze di custodia anche allo svizzero Marco Camenisch, già detenuto nel Paese elvetico, e allo spagnolo Gabriel Pombo Da Silva, in carcere ad Aachen, in Germania. Secondo gli inquirenti, i due sono «simbolo e punto di riferimento» del progetto eversivo per cui sono indagati anche diversi esponenti delle cellule greche, tra i quali l'anarchica greca Olga Jkonomidou, al cui nome fariferimento il 'Nucleo Olga Fai-Fri', che ha rivendicatol'attentato al dirigente dell'Ansaldo, Roberto Adinolfi.

Gabriele Fosco, cinquantenne di Chieti ma arrestato a Pisa, dove vivveva da tempo con la sua compagna, sarebbe stato invece, secondo la ricostruzioen degli inquirenti, il «punto di riferimento» degli anarco-insurrezionalisti italiani, supportato da Elisa Di Bernardo.

L'inchiesta coordinata dalla Procura di Perugia riguardava una serie di azioni messe a segno dagli anarchici: l'invio nel 2009 di una busta esplosiva al direttore del Cie di Gradisca d'Isonzo; l'invio nel 2011 di buste esplosive al direttore della Deutsche Bank di Francoforte, a quello di Equitalia di Roma e all'ambasciatore greco a Parigi; lo scoppio di un ordigno artigianale alla Bocconi di Milano. Proprio quest'ultimo atto, su cui ci sono più riscontri dal punto di vista investigativo, ha portato alla competenza della Procura del capoluogo lombardo. L'inchiesta ora è coordinata dal pm Grazia Pradella.

Originario di Ari, piccolo paese della provincia di Chieti. Fosco è figlio di un rappresentante di commercio abruzzese e di una casalinga argentina: lui infatti è nato a Mar del Palta. Bresciana, Elisa Di Bernardo è laureata in scienze dell’educazione e fino all’arresto lavorava come educatrice per disabili; animalista e vegana, abitava col compagno al numero 160 di via di Oratoio, a Porta Fiorentina. Compagni nella vita e nelle scelte politiche, i due erano stati legati fino a poco tempo prima dell’arresto, ma continuavano a dividere l’alloggio.

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