Il Tirreno

Pisa

Bar e ristoranti devastati la conta dei danni è lunga

di Donatella Lascar

Nell’elenco anche garage e scantinati allagati dalla violenta libecciata Ruspe e uomini in azione, mentre le pompe hanno lavorato a pieno ritmo

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MARINA. E ora che la mareggiata è passata lasciando dietro di sé disastri e molte domande sul perché ciò sia potuto accadere, si contano i danni e si pensa a riportare la situazione alla normalità.

Infatti, le abitazioni sul tratto di lungomare di via Tullio Crosio e di via delle Cursolari insieme alle attività commerciali sono finite sott'acqua fino a 60 centimetri per quelle al di sopra del livello stradale mentre, negli scantinati e nei garage, si è raggiunto anche il metro e mezzo d'altezza. Un disastro. Le attività commerciali della zona che sono finite sott'acqua come il ristorante Da Gino e il Bobo's Bar che invece si è visto distruggere tutto l'arredo esterno dalla forza del vento e delle onde; i due locali ieri hanno tenuto le serrande abbassate per togliere il fango lasciato dall'acqua senza contare il danno economico per il lavoro perso di questi giorni.

I residenti invece, hanno dovuto rimuovere il fango dalle loro abitazione, dai garage e dagli scantinati e accatastare fuori dalla porta tutto il materiale ingombrante ormai reso inservibile dall'acqua come materassi, tavoli, sedie e altra mobilia oltre ad apparecchiature elettriche. Una signora che abita in via Barbolani, una strada perpendicolare a via delle Curzolari dove ha il garage, ha raccontato che tra le cose da buttare via c'è anche la moto nuova di suo figlio perché l'acqua è entrata nel motore danneggiandola irrimediabilmente.

Per tutta la giornata di ieri gli uomini e i mezzi dell'Avr, della Geofor, della Protezione Civile e del Comune, in tutto circa una trentina di operatori, utilizzando ruspe, camion e altri mezzi hanno ripulito le strada allagate e anche tutte le altre. C'erano detriti di ogni genere, bottiglie di plastica, lattine, rami, mattoni, ghiaia, tronchi sparsi ovunque fino nelle strade interne e nei giardinetti. Invece, i sacchi di sabbia che in questi giorni erano stati distribuiti ai residenti a protezione delle loro abitazioni dalla mareggiata, non sono stati rimossi ma lasciati agli abitanti nel caso dovesse succedere nuovamente.

Fino a tardo pomeriggio le pompe idrovore hanno pompato acqua dagli scantinati del Villino Tobler che si trova su via Tullio Crosio quasi davanti alla terrazza D'Annuncio utilizzata in estate come solarium, da cui la forze delle onde ha portato via una parte di muretto. La furia del mare non ha risparmiato neanche il monumento dedicato a Marco Verdigi che si trova sulla scogliera davanti a piazza Viviani. Le pulizie del lungomare si sono protratte fino sulla litoranea dove le pietre delle spiagge di ghiaia sono state scaraventate dalle onde sull'altro lato della strada. «Le onde del mare erano talmente alte, - racconta Luciano Cinquini titolare del ristorante Roca de Mar -, che dopo essersi abbattute sui vetri delle porte della terrazza passavano sotto i vetri, correvano sul pavimento ed uscivano sotto le altre porte per arrivare poi fino al parcheggio sull'altro lato della strada. Quando verso le 4 ho sentito vento forte - spiega Cinquini - sono venuto a controllare il locale e sono rimasto qui. Non me la sentivo di andare via ma ho avuto paura. Il fatto è che qui le sole spiagge di ghiaia non bastano, ci vorrebbero delle dighe sommerse». E per fare il punto della situazione, domani sera alle 21 presso la sala del Bagno Toto, ci sarà un'assemblea straordinaria degli imprenditori indetta dalla Confcommercio alla presenza delle istituzioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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