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Ambiente, Pisa ringrazia San Rossore

Ambiente, Pisa ringrazia San Rossore

La città è al primo posto in Toscana per “sostenibilità”, ma il verde urbano è scarso: 5,80 metri quadrati a persona

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PISA. Pisa prima città toscana per sostenibilità ambientale. Lo dice il Rapporto sull’Ecosistema Urbano, lo studio sulla sostenibilità ambientale prodotto da Legambiente e dall’istituto di ricerca Ambiente Italia, con la collaborazione del Sole 24 ore, che ha coinvolto 104 capoluoghi di provincia italiani. Il rapporto piazza la città della Torre al settimo posto tra le 45 città di media grandezza e al dodicesimo in assoluto con un punteggio di 59,59/100.

Tra luci e ombre Pisa, che conferma la posizione medio-alta dell’ultimo decennio, presenta una situazione migliore rispetto a molte altre città. «I risultati - commenta Roberto Sirtori del circolo Legambiente - vanno però inquadrati in un contesto nazionale in cui nessuna città può definirsi “sostenibile”». Secondo il rapporto i punti di forza di Pisa sono la presenza di una delle più estese (in rapporto alla popolazione) zone a traffico limitato (ztl) e del Parco di San Rossore. Le criticità vengono invece rappresentate dagli alti consumi, ma Pisa paga il criterio di valutazione basato sui residente (circa 90mila) e non sul numero di persone che la vivono quotidianamente ( 170mila).

Altro punto dolente è la raccolta differenziata dei rifiuti. Nel dettaglio, Pisa si piazza in posizione medio-alta (tra il 20º e 30º posto) per la “qualità dell’aria”, rientrando nei limiti di legge, e per il “trasporto pubblico” in cui si registra un aumento degli utenti di mezzi pubblici, in controtendenza rispetto all’andamento nazionale. Per quanto riguarda la “mobilità”, il rapporto evidenzia criticità per il numero di auto (61 ogni 100 abitanti, neonati compresi) e motocicli (18 ogni 100), mentre isole pedonali, ztl e piste ciclabili sono a Pisa di maggiore estensione rispetto alla maggioranza delle altre città. Il “verde urbano” è invece poco presente: ogni pisano può godere di soli 5,80 mq di verde, un valore medio basso a livello nazionale. Guadagna invece il primo posto in assoluto per la superficie verde rispetto alla superficie del comune grazie alla presenza del Parco di San Rossore.

Criticità emergono dagli alti consumi idrici domestici (179,6 litri per abitante al giorno, 76º posto), depurazione dell’acqua (79º posto) e dispersione in rete (ogni 100 litri immessi in acquedotto, 34 sono persi). Per la produzione dei rifiuti Pisa, insieme a Rimini, è la peggiore città in Italia, con una media di 818 chili all’anno per abitante. La percentuale di raccolta differenziata è mediocre: 37,3%, lontano dal 65% imposto dalla legge per non incorrere nel pagamento della “ecotassa”. Eccessivi anche i consumi di energia elettrica domestica: 1318 kWh per abitante all’anno (98º posto in assoluto).

Pisa, infine, rientra nella fascia medio-alta per le politiche ambientali (certificazioni, pianificazione, eco management) anche se «mancano efficaci procedure di partecipazione che, spesso, è ridotta a informazione su decisioni già prese». Secondo Legambiente, resta ancora molto da fare e cambiare: «Urge un’inversione di rotta, abbandonando la convinzione che lo sviluppo si identifichi con il consumo del territorio e delle sue risorse».

Commenta il sindaco Marco Filippeschi: «Continua il buon posizionamento di Pisa nel panorama toscano e nazionale. Anche in questa edizione miglioriamo il punteggio complessivo passando da 56,4 a a 59,59. Il merito è delle politiche che abbiamo messo in atto per pulizia, verde pubblico, piste ciclabili, percorsi pedonali,energie rinnovabili, aria, innovazione».

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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