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Pisa

Rischio cassa integrazione per decine di lavoratori

 Rischio cassa integrazione per decine di lavoratori

Duro confronto con le cooperative che si occupano di carico, scarico e pulizia I sindacati: l’Ati ha vinto l’appalto al ribasso e cerca di recuperare sui dipendenti

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PISA. C’è il rischio di cassa integrazione per il 40 per cento dei circa settanta lavoratori che, in forza all’associazione temporanea d’imprese (Ati) Cooplat e cooperativa L’Arca, si occupano di carico, scarico e pulizie degli aerei al Galilei di Pisa.

«Purtroppo - dice Goffredo Carrara, segretario della Filt Cgil - non è una novità. E ora l’Ati ci riprova. Già lo scorso anno, appena vinto l’appalto per la gestione del servizio in oggetto, l’Ati aveva richiesto l’attivazione della cassa integrazione adducendo l’argomento che con il nuovo appalto, sarebbero stati pagati a “bagaglio” e non a “volo”, con la conseguenza che, fatti i conti, ci “rimettevano”. Una motivazione inaccettabile, anche sconcertante, visto che si parla di un appalto che pare sia stato vinto con un’offerta inferiore di alcune centinaia di migliaia di euro rispetto all’offerta della seconda impresa. Non è accettabile che si vinca un appalto facendo un’offerta al massimo ribasso e, un minuto dopo, si cerchi di recuperare risorse sulle spalle dei lavoratori. Tutte le organizzazioni sindacali si sono espresse, allora, contro quella richiesta».

Dopo una trattativa durata alcuni mesi, con numerosi passaggi avvenuti anche in prefettura, è stato siglato un accordo nel marzo del 2012 che prevede la rinuncia alla richiesta di cassa integrazione da parte dell’Ati. Accordo che scadrà nel marzo del 2013 e sottoscritto anche alla presenza del prefetto di Pisa.

Durante un incontro nei giorni scorsi, i sindacati «nel rifiutare unitariamente la nuova richiesta di cassa integrazione, hanno rivendicato il pieno rispetto dell’accordo siglato solo alcuni mesi fa».

«È auspicabile - prosegue Carrara - che da parte dell’Ati prevalga il senso di responsabilità e non siano attuate forzature nei confronti dei lavoratori. Forzature che creerebbero reazioni sindacali adeguate in un clima di forte esasperazione da parte dei lavoratori. La Sat, società che gestisce lo scalo, deve assumersi le sue responsabilità. Questi lavoratori sono parte integrante del ciclo produttivo dell’aeroporto. In un contesto di sviluppo del traffico è inaccettabile che siano colpiti questi lavoratori, in gran parte immigrati. C’è crisi all’aeroporto di Pisa, per cui si deve ricorrere alla cassa integrazione? La Sat faccia chiarezza. Anche tutti i soggetti istituzionali, politici e a vario titolo interessati alla vicenda prendano una posizione chiara contro questa forzatura. Il presidente del patto parasociale (maggioranza pubblica) di Sat, è il sindaco di Pisa, e deve far sentire la sua voce. La cassa integrazione all’aeroporto è un’immagine accettabile? I lavoratori, più che le chiacchiere sui “rottamatori”, i “rottamati” e “rottamandi” si aspettano che su situazioni di questo tipo, che mettono in discussione le condizioni di vita di decine di famiglie, si esprimano posizioni e interventi chiari».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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