Gioco
Finiscono sotto accusa i lavori alle scogliere
Gli interventi erano stati chiesti per anni dalla popolazione del litorale ma a ottobre è stato chiuso l’unico sbocco per far defluire le acque
PISA. Le cause di questo disastro? Paradossalmente, insieme all’eccezionalità della mareggiata, potrebbero essere proprio i lavori di ripristino delle dighe foranee che si trovano davanti al tratto del lungomare Tullio Crosio che la Provincia ha avviato qualche tempo fa. E che gli abitanti della zona chiedevano da anni. Infatti, per poter raggiungere le dighe foranee con i mezzi da lavoro, è stato ostruito l’unico sbocco al mare aperto di quel bacino che a suo tempo venne già chiuso, dall’altra parte, per i lavori del porto. Così, con la forte mareggiata di questi giorni il bacino di fatto si è trasformato in una grande vasca; e una volta raggiunto il limite il mare non ha potuto fare altro che riversarsi sulla strada e allagare tutto. Per risolvere la situazione di via Curzolari finita sotto 50 centimetri d’acqua è stato necessario ricorrere all’aiuto della Boccadarno Spa, la società che sta costruendo il porto. L’unica soluzione possibile era far defluire l’acqua all’interno del cantiere liberando così la strada e le abitazioni allegate. «Sono stato chiamato dal vicesindaco Paolo Ghezzi - riferisce Stefano Bottai della Boccadarno Spa - per chiedermi di aprire il cantiere e farvi defluire l’acqua; così ho fatto provocando anche qualche danno al cantiere stesso, ma non c’era altra soluzione».
Per tutta la mattina non ha fatto altro che piovere e questo non ha certo aiutato le operazioni di soccorso. I lavori alle dighe foranee erano veramente necessari, perché già lo scorso anno vicino alle festività natalizie una forte mareggiata aveva allagato diverse abitazioni, qualche cantina e garage. Per questo gli abitanti ed i commercianti della zona si erano mossi appellandosi alla Provincia e alla Regione per far cominciare i lavori.
Ma era questo il periodo giusto per avviare il cantiere? La Provincia aveva indetto la gara d’appalto già la scorsa estate. Per l’avvio dei lavori però la conferenza dei servizi, in particolari con il Comune e la capitaneria di porto, aveva chiesto di attendere la fine della stagione balneare. I lavori sono stati consegnati alla ditta lo scorso 8 ottobre. L’assessore provinciale alla difesa del suolo, Valter Picchi, ora dice: «Ho chiesto una relazione dettagliata agli uffici per capire quali siano le ragioni di quanto successo e verificare le responsabilità».
Intanto sette piccole pompe idrovore sono state in funzione fino a tarda serata per togliere l’acqua da appartamenti, scantinati e garage ancora allagati. Anche il sindaco Marco Filippeschi nel tardo pomeriggio ha fatto il punto sulle conseguenze della mareggiata, insieme agli operatori della protezione civile e al vicecomandante dei carabinieri Angelo De Luca. La strada non è più allagata grazie al lavoro di protezione civile, vigili del Fuoco e Croce Rossa. Non è stato necessario evacuare alcuna persona; e nessuna famiglia si è rivolta alla protezione civile per chiedere una sistemazione per la notte. Si è trattato sicuramente di una mareggiata intensa - ha spiegato Filippeschi al termine della riunione -. Ma, ovviamente, saranno fatte tutte le indagini tecniche per capire se, e nel caso che cosa, può aver ostacolato il deflusso dell’acqua verso il mare».
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