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Pisa

il convegno

Si gioca tutto su Internet il futuro del turismo

di Carlo Venturini

PISA. Totem touch screen, la Pisa-card, tante informazioni su più piattaforme on line, marketing promozionale ed un’attenzione particolare al turismo familiare con cacce al tesoro per i bambini. Sono...

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PISA. Totem touch screen, la Pisa-card, tante informazioni su più piattaforme on line, marketing promozionale ed un’attenzione particolare al turismo familiare con cacce al tesoro per i bambini. Sono questi alcuni degli ingredienti che dovrebbero funzionare da “acchiappa e trattieni turisti” per la nostra città visto che la Torre si vende da sola e porta in Piazza dei Miracoli oltre 3 milioni di visitatori l’anno.

È quanto emerso a un convegno che ha visto tra gli altri, la partecipazione del vice ambasciatore dei Paesi Bassi Desirée Kopmels.

«Dobbiamo immaginare e lavorare per una città che sia attraversata da una metropolitana di superficie virtuale dove i diversi percorsi hanno delle fermate e delle tappe di interesse culturale, storico e paesaggistico», dice Giuseppe Forte assessore al turismo ed organizzatore, assieme a “Olandiamo in Toscana”, del convegno dal titolo “Oltre la Torre-Non solo Amsterdam”.

E siccome il turismo mordi e fuggi è un problema che attanaglia tante città europee di piccole e medie dimensioni, al convegno c’erano anche i massimi esponenti dei settori pubblici di promozione turistica olandese. La “macchina da guerra” del turismo olandese è soprattutto una macchina virtuale fatta di tanto web, joint marketing e informazioni turistiche che vengono divulgate da giornalisti stranieri invitati a vistare soprattutto i centri minori. Anche da loro, infatti, vale il solito refrain secondo cui Amsterdam si vende da sola a differenza di Eindhoven o Rotterdam.

Il convegno è servito poi a capire quali saranno le strategie dei prossimi tre anni per trattenere più giorni possibile i turisti a Pisa. «La city card è un modo per offrire ai turisti l’intera offerta delle eccellenze pisane con prezzi convenienti», afferma Paolo Alongi della ditta Space, aggiudicatrice della gara di appalto per la gestione triennale di alcuni servizi turistici pisani.

Accanto alla Pisa-card ci sarà spazio però per i totem touch screen informativi e per un nuovo portale turistico culturale.

Il sindaco Marco Filippeschi, ricambiato del vice ambasciatore Desirée Kopmels, ha ben ricordato i motivi che avvicinano Pisa e la Toscana all'Aia e all'Olanda.

Se Gina Giani, ad della Sat, ha descritto la formidabile evoluzione dell'aeroporto di Pisa (porta della Toscana) da lei diretto, Bruno van der Linden ha ricordato i progetti del vettore Transavia, mentre Karoline Wiegerink (Scuola Alberghiera dell'Aja) e Mirjam Wortmann (direttrice dell'ufficio italiano dell'Ente Olandese per il Turismo) hanno analizzato comportamenti e prospettive del mercato.

Un inedito profilo di Pisa vista da fuori lo ha invece disegnato il professor Frank Go, docente alla Rotterdam Business School.

Città eccellente, ha ricordato, la Oxford italiana con una personalità tutta sua e tante frecce al proprio arco, da Galileo a Bocelli, dall'aeroporto all'università, dai beni culturali a ambientali e gastronomici.

Che ha dunque da fare Pisa per affrontare la sfida? Se l'obiettivo è alzare la media delle permanenze in città a 2,1 giorni, la strategia giusta, ha detto, è di lavorare sui due Wom. Ossia: Word-of-Mouth (il passaparola) e Word-of-Mouse (Internet).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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