Il Tirreno

Pisa

Ospedale, cento a rischio licenziamento

di Francesco Loi
Ospedale, cento a rischio licenziamento

Sono i lavoratori, soprattutto donne, di due ditte: una ha l’appalto delle pulizie, l’altra si occupa della mensa al Santa Chiara

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PISA. Un centinaio di donne a rischio licenziamento. Sono quelle che lavorano per le società che hanno in appalto i servizi di pulizia e mensa all’azienda ospedaliera, tra Santa Chiara e Cisanello. Alcuni giorni fa la ditta Sodexo (pulizie e sanificazione, circa 380 addetti tra i due poli) ha aperto una procedura di licenziamento collettivo per un esubero di oltre 7mila ore di lavoro, corrispondente a 55 addetti. Secondo i sindacati, con motivazione analoga dovrebbe arrivare un ulteriore provvedimento per una ventina di persone. Anche la ditta Dussmann ha aperto una procedura di licenziamento per 20 addetti della mensa del Santa Chiara, dopo il trasferimento di vari reparti a Cisanello. Alla base di tutto questo gli effetti della spending review sull’Azienda ospedaliero-universitaria pisana, «che portano - scrivono i sindacati - ad un consistente taglio di risorse agli appalti di servizio». E’ così che il centinaio di lavoratori (alla Sodexo il 95% sono donne) rischia di perdere il posto.

Il sindacato. Giovedì sera, nella sede della Cgil, con la partecipazione anche di Cisl e Uil, si è tenuta un’animata riunione con la partecipazione di più di 350 lavoratori. Molta tensione. «Questi provvedimenti vanno a colpire una fascia sociale debole, bassi salari legati a part-time, madri spesso monoreddito», dicono Cinzia Bernardini e Ombretta Pieracci della Filcams Cgil. Qualcuno si è anche presentato con i figli piccoli all’assemblea. «Siamo rimasti esterrefatti - proseguono le rappresentanti sindacali - di fronte ad un taglio che va ben oltre il 5% della spending review. Si taglia su servizi essenziali e necessari, con il rischio di far diminuire la loro qualità, e si colpiscono ancora i più deboli», con riferimento a buste paga mensili che, per questi lavoratori e soprattutto lavoratrici, vanno dai 300 ai 500 euro. I tagli partono dall’Aoup, poi le ditte scelgono come attuarli rispetto ai propri appalti. «Vogliamo verificare - dice Pieracci - dove stia davvero il taglio tra ente appaltante e aziende aggiudicatrici». I sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione. «Chiediamo ad Aoup, Sodexo e Dussmann di ritirare le procedure di licenziamento. I lavoratori decideranno tutte le forme di protesta necessarie a difendere il posto. L’obiettivo è evitare i licenziamenti».

L’azienda ospedaliera. «La spending review ci obbliga al contenimento dei costi, salvaguardando i servizi e la sicurezza dei pazienti», specifica l’azienda ospedaliera in una nota. Nel merito di licenziamenti ed esuberi preannunciati, il suo giudizio è che «appaiono numericamente sproporzionati rispetto alle azioni di contenimento previste». Sulla mensa: «Il trasferimento dei reparti a Cisanello è compensato da tutti gli impiegati che si sono trasferiti al Santa Chiara da via Zamenhof. Quanto ai tagli veri e propri, il risparmio riguarderà soprattutto beni voluttuari (alcune bevande gassate) o il confezionamento delle posate in buste di plastica. Inoltre è prevista una leggera riduzione dell’orario di apertura, per consentire un risparmio sulla turnistica, ma si tratta di misure che vanno a incidere solo relativamente non essendoci riduzioni nel numero dei pasti commissionati». E sulle pulizie: «La riduzione è riferita solo ai turni negli uffici amministrativi, non riguardan i reparti ad alta intensità di cure o le degenze: quindi non intacca la qualità dell’assistenza erogata». Lunedì, concludono dall’Aoup, è previsto «un altro incontro per esaminare le istanze e le proposte delle ditte appaltatrici».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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