Sicurezza
L’Arpat: contro i rumori siamo intervenuti
«I nostri esperti in acustica hanno fatto i rilievi e il Comune ha emanato i provvedimenti necessari»
PISA. L’Arpat interviene sulle proteste legate alla movida che da tempo stanno tenendo banco in città.
«I nostri esperti in acustica, oltre a non essere solamente due - afferma l’Agenzia regionale per la protezione ambientale - hanno effettuato gli ultimi rilevamenti di inquinamento acustico nel centro (piazza delle Vettovaglie) quattro anni fa, tramite monitoraggio in continua con centralina, con evidenze di superamento dei limiti di norma. Gli esiti dell’indagine furono inoltrati all’associazione “La Cittadella per la qualità della vita” ed al Comune di Pisa, che aveva sollecitato le misurazioni, e ricordiamo che l’Ente competente per i provvedimenti conseguenti era ed è il Comune di Pisa. Lo scorso anno sono state eseguite misure di clima acustico sempre con una centralina di monitoraggio in continua in un’altra zona del centro storico. In entrambi i casi le misurazioni sono state effettuate presso abitazioni, mai per la strada per evidenti ragioni di opportunità. La finalità di tali rilevamenti è di tipo conoscitivo del clima acustico complessivo, a supporto del Comune».
«In aggiunta - prosegue l’Arpat - sono stati effettuati negli anni misurazioni puntuali presidiate all’interno di abitazioni, anche in centro storico, per determinare i livelli di immissione sonora prodotti da specifiche sorgenti. Soprattutto quest’ultima attività è sempre effettuata senza avvertire il responsabile della sorgente del momento della misura (questo comportamento dell’Agenzia, contestato da parte di alcune aziende, fra l’altro, è stato recentemente avvalorato anche da una sentenza del Tar), e, senza farsene accorgere dai controllati, tant’è che le misurazioni su Pisa (dare un riferimento al periodo e possibilmente dire quanti controlli) sono risultate tutte fuori limite, con le conseguenti azioni sanzionatorie e provvedimenti amministrativi da parte dell’amministrazione comunale, finalizzati al rispetto dei limiti stessi».
«Resta il fatto - conclude l’Arpat - che per l'efficacia, anche giuridica, di questo tipo di attività è necessario utilizzare strumentazione e metodologie a norma di legge, senza improvvisazioni di sorta. Quanto alle misurazioni dei livelli sonore all’interno dei locali non sono effettuate da Arpat non essendo di sua competenza, ma, caso mai, dall’Azienda sanitaria locale».
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