Italia
Buoni pasto nelle scuole è scontro sulle “multe”
Opposizione all’attacco sulla norma che penalizza i ritardatari nella consegna Il Comune: «No alle strumentalizzazioni, ma ascolteremo i cittadini»
VECCHIANO. Sono i buoni pasto per le mense scolastiche il nuovo terreno di scontro tra opposizione e maggioranza a Vecchiano. Il motivo del contendere è l’introduzione dal prossimo 2 novembre del nuovo regolamento per quei bambini che vengono ammessi a pranzo senza che abbiano consegnato il buono pasto.
A sollevare il caso il consigliere comunale di “Tradizione e Futuro” Angela Baldoni: «Nel caso l'alunno sia sprovvisto del buono – spiega Baldoni -, questo non potrà più essere consegnato nei giorni successivi alla scuola, come avveniva attualmente, ma direttamente al Comune presso l'Urp. Per ogni buono consegnato in ritardo si applica l'aumento di un euro previsto nel regolamento comunale sulla ristorazione scolastica. L'aumento è di 2 euro se si superano i dieci giorni di ritardo e di 3 se si superano i venti giorni».
Tradizione e Futuro contesta sia il metodo della gestione dei buoni pasto che il nuovo regolamento. «Nel luglio scorso avevamo presentato una mozione – dice ancora Angela Baldoni - per richiedere che l'attuale metodo di riscossione dei buoni pasto fosse cambiato in favore di uno più snello e meno dispendioso. Nel lungo percorso del buono cartaceo vanno ad intersecarsi madri, padri, bambini da 3 a 11 anni, custodi ed impiegati comunali. Mi resta difficile immaginare come si comporteranno tutti quei genitori che in buona fede sanno di aver consegnato i buoni pasto, nel momento in cui ne avverrà lo smarrimento, per i motivi più svariati: si troveranno costretti a prendere permessi di lavoro per andare all'ufficio scuola? Come faranno a dimostrare – conclude - di averlo consegnato regolarmente? Ed inoltre: come pensa l’amministrazione di contestare immediatamente l'inadempimento?».
Immediata la replica del Comune. «Riteniamo che la regolamentazione che entrerà in vigore dal prossimo 2 novembre possa senza dubbio essere messa in pratica grazie alla diligenza e alla collaborazione di tutti i soggetti interessati dalla mensa scolastica – replica il sindaco di Giancarlo Lunardi -. Sarebbe auspicabile che fosse evitata ogni tipo di strumentalizzazione politica quando si parla di scuola».
«Sui servizi scolastici il Comune copre la maggior parte della spesa: il 61%, è quindi a carico della fiscalità generale, vale a dire dei cittadini vecchianesi - aggiunge l’assessore alla pubblica istruzione Lorenzo Del Zoppo -. Alla luce di questo fatto, è inderogabile ed ispirato ad equità che il rimanente 39% sia erogato direttamente dai fruitori dei servizi scolastici. Naturalmente, come sempre, ascoltiamo i cittadini - conclude Del Zoppo - e terremo presenti eventuali osservazioni al riguardo, in caso anche ritoccando il vigente regolamento».
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