Il Tirreno

Pisa

Bagno distrutto, mezzo milione di danni

di Donatella Lascar
Bagno distrutto, mezzo milione di danni

Le fiamme devastano l’Hoasy a Tirrenia. Non si esclude alcuna pista, anche se potrebbe essere stato un cortocircuito

3 MINUTI DI LETTURA





TIRRENIA. I danni al bagno Hoasy ammontano a più di 500mila euro dopo che nella notte tra giovedì e venerdì è andato distrutto a causa di un incendio. Non è possibile escludere nulla, anche se la polizia scientifica propende per l’ipotesi che a causare il rogo sia stato un cortocircuito originatosi dietro al forno per le pizze che si trovava nel ristorante. Roberto Antonelli, marito della titolare dello stabilimento, esclude che possa essere stato un incendio doloso.

«Noi non abbiamo mai avuto problemi con nessuno – afferma Antonelli – e poi la recinzione in ferro tutta intorno alla struttura che è andata distrutta, è ancora intatta e la sbarra che impedisce l’accesso allo stabilimento dalla strada, è stata forzata dai pompieri per poter entrare con i mezzi di soccorso».

Le fiamme hanno distrutto la direzione, l’infermeria, gli spogliatoi, l’appartamento del guardiano che veniva utilizzato solo in estate, il bar, il ristorante compresa la cucina e la terrazza ricoperta che i proprietari durante i mesi invernali utilizzavano come magazzino. Così, oltre alle strutture sono andati letteralmente in fumo anche un pattino, un pedalò, 100 lettini, 250 ombrelloni, 500 sdraio, il trattorino per pulire la spiaggia e anche la torretta del bagnino. Insomma, in poche parole è andato distrutto quasi tutto. A dare l’allarme sarebbero stati i carabinieri di Camp Darby che durante la notte pattugliano anche lo stabilimento degli americani che si trova immediatamente accanto al bagno Hoasy.

«Mi hanno telefonato i carabinieri intorno alle tre del mattino – racconta Antonelli -, dicendomi di venire subito qui perché il bagno stava bruciando. Io abito a Pisa e, quando sono arrivato con uno dei due miei figli, i pompieri erano già al lavoro con diverse autobotti. Le fiamme erano alte e non vi dico il fumo che c’era. L’intervento dei vigili più che altro ha impedito che il fuoco si propagasse anche alle strutture e alla pineta vicina, perché per quanto riguardava tutto il resto ormai non c’era più niente da salvare».

Le fiamme sono state spente tra le 7 e le 8 del mattino ma a mezzogiorno alcuni pali di legno che servivano per montare il campo da calcetto, fumavano ancora come anche qualche trave che reggeva il tetto.

Secondo quando ha raccontato dal marito della titolare dello stabilimento, appare difficile stabilire l’ora in cui l’incendio è scoppiato anche perché, essendo successo di notte e fuori stagione, la zone era deserta. Roberto Antonelli ed il figlio Andrea, ancora sul luogo del disastro fino a tarda mattinata, guardavano atterriti ciò che restava del lavoro di una vita.

«Siamo assicurati – spiega Antonelli – e cercheremo di ricostruire in vista dell’apertura della prossima stagione anche perché, per la nostra famiglia, questo stabilimento è l’unica fonte di sostentamento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

GUARDA LA FOTOGALLERY

DEL BAGNO DISTRUTTO

WWW.ILTIRRENO.IT

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa