Attenzione
Ateneo, otto candidati per quattro posti nel cda
La settimana prossima si voterà per il rinnovo del board. Per la prima volta entreranno nella stanza dei bottoni due componenti esterni alla vita dell’Università. Il Senato accademico sarà ridotto a organo consultivo
Un salto nel vuoto. Così appare la costituzione del nuovo consiglio d’amministrazione dell’Università che la settimana prossima si completerà con l’elezione di quattro professori e un tecnico amministrativo. Sono tante e tali le novità che tutti gli attori non hanno paura di abusare dell’aggettivo “storiche”.
Le due più importanti: l’ingresso per la prima volta (della storia, appunto) di due componenti esterni alla vita dell’Ateneo; il concentramento di tutti i poteri in questo organo, mentre finora il Senato accademico dava soprattutto l’indirizzo politico e culturale, mentre il cda si occupava di amministrazione. Sulla prima si può essere più o meno d’accordo, ma la seconda appare di sicuro negativa, visto che il Senato diventa esclusivamente consultivo e con pareri nemmeno vincolanti. Si poteva evitare? No.
Il nuovo statuto, appena entrato in vigore, in pratica è stato scritto sotto dettatura della legge n. 240/2010 (cosiddetta riforma Gelmini). E l’Università di Pisa è una di quella che più ha cercato di limitare i danni, al punto che si è beccata anche un’impugnatura dello statuto da parte del ministero. Per esempio, il cda locale è stato limitato a dieci membri, perché dall’undicesimo in poi scatta l’obbligo del terzo esterno.
Lunedì e martedì prossimi 1.586 docenti sono chiamati a eleggere 4 membri del board su otto candidati: Gianfranco Denti, Mauro Ferrari, Claudio Palazzolo, Paolo Paolicchi, Paolo Rossi, Marco Santagata, Giovanni Stea e Sandra Vitolo; e 1.496 tecnici amministrativi sceglieranno un componente tra Francesco Giorgelli e Andrea Lapi.
Nella foto: una riunione del Senato accademico.
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