Il Tirreno

Pisa

Promesso un giro di vite sulla movida

di Gianluca Campanella
 Promesso un giro di vite sulla movida

Dopo la raffica di proteste, il comandante dei vigili annuncia: «Faremo sempre più controlli, ma attenti ai toni esasperati»

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PISA. «Noi facciamo la nostra parte e la faremo sempre di più». Il comandante della polizia municipale, Massimo Bortoluzzi, affronta l’argomento “movida” e osserva «toni esasperati rispetto alla gestione dei locali» da parte di tutti. Evidenzia che il problema è complesso: gli interessi dei residenti che vogliono dormire si scontrano con quelli di esercenti e clienti che vogliono “tirar tardi” di notte; allora non si può solo fare repressione, ma ci vuole anche la prevenzione.

Le sanzioni. Il nostro giornale se ne occupa periodicamente (l’ultima volta martedì: il video sul sito del Tirreno è stato tra i più visti), ma la battaglia è continua. Sabato scorso altri due locali sono stati multati. Bortoluzzi spiega i due punti deboli di questo sistema: per quanto i suoi uomini siano in campo – e lo stesso comandante sabato pattugliava Borgo Stretto – non si riuscirà mai a effettuare un controllo capillare e prolungato per tutta la notte. Inoltre, le sanzioni amministrative costituiscono un deterrente addirittura minore di quelle penali, che già non sono un «forte spauracchio». E quando si arriva alla chiusura di un pubblico esercizio perché un anno e mezzo prima il gestore non ha pagato una multa, «il rischio è che la misura sia percepita come un torto» tardivo.

Le infrazioni. In piazza delle Vettovaglie, uno dei teatri delle notti rumorose, «di recente abbiamo sanzionato quasi tutti», ricostruisce Bortoluzzi; ma l’infrazione riscontrata è quasi sempre sull’occupazione di suolo pubblico: «Il decreto sulle liberalizzazioni non ci aiuta, ma gli orari delle nostre ordinanze ci sembrano rispettati». Allora il vero problema è il «rumore antropico», cioè le emissioni sonore della gente. Non è un’assoluzione nei confronti dei gestori dei locali, perché chi è ubriaco fa più rumore degli altri e, purtroppo, «si dà da bere a tutti, anche agli alticci», nonostante sia reato somministrare alcolici a chi è già in stato di evidente ebbrezza. Bortoluzzi quindi invoca «una battaglia culturale in cui coinvolgere tutti»: istituzioni, comitati, associazioni di categoria; solo in un secondo momento ci deve essere la repressione «coordinata con tutte le forze dell’ordine».

La polemica. Confcommercio non ci sta e in una nota attacca Rita Rocca, del comitato La Cittadella, dal cui balcone sono girate le immagini messe sul sito del Tirreno: «Comodo accusare gli imprenditori, ma i locali esistono perché rispettano moltissime regole e sono sottoposti a continui e assillanti controlli». Legittima posizione, però il video girato non è un’opinione: è un fatto oggettivo. Le inquadrare del Televideo dimostrano che parecchie volte anche dopo le 3 di notte alcuni locali sono aperti.

La festa. Almeno per un giorno, invece, sarà armistizio. Oggi, proprio in Vettovaglie, alcuni imprenditori con il contributo di Confesercenti organizzano feste, giochi, e spettacoli per tutto il giorno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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