Finanza
Il generale: ecco perché celebriamo El Alamein
PISA. Un messaggio di distensione a quanti confondono un episodio della Seconda Guerra Mondiale - la battaglia di El Alamein - con il governo fascista dell’epoca. Vuole essere proprio questo la...
PISA. Un messaggio di distensione a quanti confondono un episodio della Seconda Guerra Mondiale - la battaglia di El Alamein - con il governo fascista dell’epoca. Vuole essere proprio questo la lettera aperta che il generale Giovanni Fantini, presidente dell’Associazione nazionale paracadutisti d’Italia (A npd’I), ha scritto a pochi dalla celebrazione della battaglia di El Alamein, ricorrenza nella quale si festeggia anche la specialità dei paracadutisti. Perché celebrare la sconfitta di El Alamein a 70 anni di distanza, come previsto a Pisa il 27 ottobre prossimo?
«Sicuramente - dice Fantini - nessuno ha la benché minima intenzione di festeggiare la scelta politico/strategica di quello che era il governo dell’epoca. Questo anche nell’amara considerazione che quei giovani su ambo i fronti, che si batterono in Nord Africa in quei giorni di fine ottobre del 1942, non ebbero purtroppo nessuna possibilità di scelta. Neppure si vuole festeggiare la guerra, poiché è indubbio che questa sia un’autentica rovina che nessuno vuole; tantomeno i militari che devono lasciare le famiglie e mettere a repentaglio la vita».
Tuttavia la battaglia di El Alamein - sottolinea il generale Santini - «può sicuramente essere ricordata come la festa di quelle “straordinarie doti di coraggio” e quel “sentimento nazionale” di cui ha parlato il presidente Napolitano proprio ad El Almein nel 2008. Non si tratta, con la celebrazione di questa ricorrenza, di affermare che la “ragion di Stato” o il “nazionalismo” valgano più della vita dei singoli soldati. Anzi, semmai si tratta di ricordare proprio quei singoli, con i loro singoli atti di coraggio e sacrificio».
Secondo il presidente dell’Associazione nazionale paracadutisti d’Italia, «non si tratta neppure, come qualcuno in questi giorni ha affermato, di “sdoganare” le missioni di pace a cui partecipano i nostri militari, chiaramente indicate nell’articolo 11 della Costituzione. Oggi, a mio avviso, si tratta di ricordare a tutti, soprattutto ai nostri figli, lo spirito e il sentimento di quei singoli uomini impegnati nella battaglia di El Alamein. Uno spirito inteso anche come la viscerale voglia di non cedere e di non arrendersi, di vivere e sopravvivere!».
L’Associazione nazionale paracadutisti d’Italia si dissocia «dal clima di contrapposizione che qualcuno cerca di creare intorno a questa celebrazione» e ricorda che «le celebrazioni sono organizzate dalla Brigata Folgore e non dall’Anpd’I che si onora di essere un ospite privilegiato».
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