Sicurezza
Blitz degli studenti contro gli esterni nel cda dell’ateneo
La lista “Sinistra Per...” prova a interrompere i lavori del Senato accademico che però vara la rosa dei nomi
PISA. Il Senato accademico ieri ha esaminato i curricula degli 11 candidati esterni per il cda e ha selezionato una rosa di quattro nomi da sottoporre al rettore che ne sceglierà due. Nonostante il blitz della lista studentesca “Sinistra per…” i lavori si sono conclusi in modo regolare: la ventina di ragazzi entrata in Rettorato ha esposto uno striscione che recitava “No alle lobbies in cda”, ma era soprattutto un’azione dimostrativa. Infatti, il nuovo consiglio d’amministrazione è stato disegnato nel rispetto della legge n. 240/2010 (cosiddetta riforma Gelmini), che impone alle Università di avere membri esterni.
Ieri i ragazzi di “Sinistra per…” hanno prima presidiato l’esterno del Rettorato, poi hanno occupato, per breve tempo, il Senato chiedendo «una discussione seria su quello che sta accadendo nell’Università». Il pericolo da loro paventato è che avvenga «una spartizione del sapere tra potentati, attraverso una lottizzazione dei poteri con persone provenienti dal mondo della politica, dell’economia e dell’imprenditoria e che hanno già tanti incarichi in altri cda e partecipate».
Ma il rettore Massimo Augello, durante la seduta interrotta, ha replicato: «Prendiamo atto di questa posizione. L’Ateneo è sempre stato critico verso la riforma Gelmini con atti concreti. Abbiamo deciso di comporre un cda a dieci per limitare l’ingresso di esterni e individuato persone che portano professionalità e non interessi». Con un board più numeroso – dall’undicesimo membro in poi – sarebbe scattato l’obbligo del terzo membro esterno.
La rosa dei quattro è formata da Alfredo Cariello, economista, commercialista e bancario, con incarichi in numerosi istituti di credito; Simone Nasoni, information manager che si è occupato di gestione d’impresa in alcune aziende, in particolare del settore informatico; Beatrice Sassi, avvocato e direttore generale dell’ente per i Servizi tecnico-amministrativi di Area vasta Centro; Giuseppe Taddei, ingegnere ferroviario con passate esperienze in diverse aziende di trasporti locali. In questi giorni il rettore incontrerà informalmente i quattro candidati per una valutazione che vada oltre il curriculum; il decreto di nomina in cda dei primi due membri esterni della storia potrebbe arrivare verso metà novembre. Per quella data sarà nota la composizione definitiva di tutto il board, dal momento che lunedì e martedì prossimi ci saranno le elezioni dei membri interni: quattro professori e un tecnico amministrativo, a fronte di un numero di candidati pari a otto e due rispettivamente.
Completano il cda il rettore (di diritto) e due studenti (già eletti); per restare sotto i dieci membri il prorettore vicario e il direttore generale dell’Ateneo partecipano alle sedute, ma non hanno diritto di voto. Il board è «organo di governo, di indirizzo strategico e di controllo dell’Università» e avrà molto più potere del cda uscente; mentre chi esce indebolito dalla riforma Gelmini è il Senato accademico: prima era il vero organo politico, adesso diventa quasi consultivo.
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