Il Tirreno

Pisa

Roberta, si torna a cercare fra casa Logli e Metato

di Candida Virgone
Roberta, si torna a cercare fra casa Logli e Metato

Due giorni di ricerche, ieri e oggi, dei carabinieri e dei parà per far luce sulla scomparsa dell’imprenditrice di Gello: fari puntati sulla notte maledetta

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PISA. Si è cercato nei dintorni di casa Logli, in appezzamenti di terreno vicini a quelli appartenenti alla famiglia, eppoi nei pressi del cimitero di Orzignano e ancora nella zona di San Iacopo, ma soprattutto nel tratto fra Gello e Metato. Le ricerche sulla scomparsa di Roberta Ragusa, l’imprenditrice sparita da casa a metà gennaio scorso, a 45 anni, e di cui non si è saputo più nulla, riprendono a scadenze fisse, sia sulla base di un quadro investigativo preciso degli inquirenti, che divide il territorio per zone, sia sulla base delle indicazioni che di volta in volta possono venire dalle dichiarazioni dei testimoni che sfilano davanti al pm Aldo Mantovani, amici, parenti e conoscenti, finora poco meno di duecento persone. Le ricerche, condotte ieri mattina dai carabinieri con i parà del Tuscania e dirette dal colonnello Gianni Fedeli, sono riprese ieri mattina e si ripeteranno oggi, sempre nelle stesse zone. Piccoli appezzamenti di terreno, si parla di circa seicento metri quadri a volta, ma anche zone che erano già state controllate nei primi giorni a ridosso della scomparsa. Si cerca ormai un cadavere, è chiaro, e si pensa ovviamente e in maniera definitiva ad un delitto, per cui non si esclude che, se qualcuno ha ucciso la donna, possa aver portato il suo corpo, nelle settimane successive alla scomparsa, magari in luoghi già battuti dagli inquirenti spostandolo da una iniziale sepoltura. Unico indagato in questa vicenda e mai ascoltato dagli inquirenti in questa veste è il marito della donna, Antonio Logli, 49 anni, che nei primi giorni aveva nascosto ai carabinieri la sua annosa relazione, oggi vissuta alla luce del sole, con Sara Calzolaio, 29 anni, ex baby sitter di famiglia e segretaria dell’autoscuola. L’ipotesi di reato a carico di Antonio è di omicidio volontario, mentre la prima a parlare del loro amore segreto andato avanti per anni - chi dice sette, chi dice addirittura dieci - è stata proprio Sara, due giorni dopo la scomparsa della sua datrice di lavoro, titolare della Futura, l’autoscuola di famiglia. Ora si cerca proprio fra casa di Antonio e quella di Sara, mentre sono stati ispezionati diversi pozzi artigianali che nei prossimi giorni saranno anche scandagliati dai sommozzatori. Prende sempre più corpo l’ipotesi - una ricostruzione più volte fatta anche su queste pagine - di una lite furiosa e improvvisa di Roberta con qualcuno che può averle fatto del male e che lei conosceva, con cui potrebbe essere uscita di casa per un chiarimento, per non tornare mai più. Roberta è uscita senza borsa, cellulare, documenti, soldi, probabilmente senza un cappotto: è salita sull’auto di qualcuno ed è andata arrabbiata ma fiduciosa verso un destino che è stato impietoso. Le indagini degli inquirenti si concentrano sempre di più, a distanza di nove mesi e mezzo dalla sua scomparsa, su quelle maledette sei ore e mezzo in cui Roberta si è dissolta nel nulla: da quando Antonio ha detto di essere andato a letto, intorno a mezzanotte e un quarto, quando avviene la terza e ultima, la più breve, telefonata con Sara, fino alle sette meno un quarto del mattino, quando in casa Logli suona una sveglia che cambierà per sempre la vita di una famiglia e di due ragazzini incolpevoli e affranti, Daniele e Alessia.

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