Il Tirreno

Pisa

Un paese sotto choc piange tre morti

di Sabrina Chiellini
Un paese sotto choc piange tre morti

«Tutti pensavamo che Simonetta e gli altri superassero l’intossicazione» Giorni di angoscia e un dramma diventato di ora in ora più pesante

3 MINUTI DI LETTURA





CASCINA. «All’inizio abbiamo pensato che Simonetta Di Ruscio e i familiari avessero un’intossicazione che avrebbero superato. Giovedì Simonetta ci ha chiesto di essere sostituita, doveva lavorare di pomeriggio a Pisa. Che la situazione era molto grave e le condizioni della nostra collega e dei genitori erano gravissime lo abbiamo saputo il giorno successivo. Da sabato eravamo in ansia per loro e poi ci è stato detto che Simonetta e il padre sono morti». A ricordare, ieri mattina, la giovane madre uccisa da un’intossicazione causata da funghi velenosi è una collega della cooperativa sociale Paim di Navacchio dove la donna lavorava da circa un anno e mezzo. Dopo la separazione dal padre dei suoi figli la donna si era trovata nella condizione di dover lavorare. Una situazione che le pesava soprattutto per il fatto che non poteva dedicarsi come avrebbe voluto ai figli.

Simonetta era diventata socia della Paim nel febbraio 2011; svolgeva attività di operatore socio-sanitario e dopo una lunga fase nel prezioso ruolo di “jolly” in varie strutture era impegnata nella Rsa di via Torino a Pisa, “Casa Mimosa”. «Tutti noi la ricordiamo in questo triste momento per le sue qualità umane e professionali. La sua serietà era di esempio per le colleghe ed era unanimemente apprezzata dagli ospiti e dai loro familiari delle strutture in cui ha operato. Simonetta era una donna che aveva dovuto affrontare momenti difficili nella vita privata, ma questo non aveva mai fatto venire meno il suo impegno assoluto nel lavoro. In questo momento riponiamo nella fiducia nei sanitari e nelle nostre preghiere la speranza che si riesca a salvare la vita alla madre di Simonetta e a suo figlio», aggiungono i colleghi di lavoro della donna morta l’altra sera all’ospedale di Cisanello, dove era stata ricoverata nella giornata di giovedì.

Ad accompagnarla al pronto soccorso è stata una parente che da quel momento non ha più abbandonato la giovane madre e i figli.

In paese a San Giorgio e in via del Battaglino, dove abitano i Di Ruscio, la gente è sotto choc. Il parroco, ieri mattina, è stato a casa dei Di Ruscio per portare una parola di conforto ai familiari e avere notizie sulle condizioni cliniche. Il figlio di 12 anni, anche se ricoverato, non sembra in pericolo. E proprio quando stava per recarsi dai Di Ruscio il sacerdote ha saputo che il bilancio della tragedia era ancora più grave. Era morto anche Lino Di Ruscio, 65 anni. Mentre la moglie, Luisa Trombetta, 59 anni, è morta ieri sera alle 20.

«Abbiamo saputo che erano all’ospedale e stavano male solo sabato – racconta una vicina – e siamo andati a trovarli. Non pensavamo che la situazione fosse così grave. Ci sentiamo molto vicini a questa famiglia così colpita dalla tragedia».

I funghi killer il padre di Simonetta li aveva raccolti nel boschetto vicino a casa, in via Battaglino. Li aveva anche mostrati ai parenti che abitano nella stessa palazzina. Nessuno dei Di Ruscio pensava che quei funghi potessero portare la morte nella loro casa. Cordoglio anche a Cascina dove vive Massimo Di Ruscio, fratello di Simonetta, unico rimasto della famiglia.

ALTRI SERVIZI ALLE PAG. 2 E 3

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa