Il Tirreno

Pisa

Il Sant’Anna cresce con nuovi laboratori

di Marco Barabotti

Al via progetti di fotonica e telemedicina. Il rettore al governo: «Basta tagli alla ricerca o si blocca lo sviluppo del Paese»

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PISA. «Basta con i tagli, altrimenti si blocca lo sviluppo del Paese e si rischia di vanificare gli sforzi che anche noi come Scuola stiamo facendo nell'attuazione di un programma pluriennale di crescita e di miglioramento». Lo ha detto durante la cerimonia di apertura dell'anno accademico 2012-2013 il rettore della Scuola Superiore Sant'Anna, Maria Chiara Carrozza, intervenuta subito dopo il saluto del presidente Giuliano Amato.

E di grandi progetti la Scuola ne ha definiti diversi, anche recentemente, come ha annunciato il rettore. Innanzitutto la sottoscrizione per lo sviluppo a Pisa di un nuovo centro dedicato alla fotonica integrata, che tra le altre cose promette di potenziare le performance delle reti in fibra ottica. Il progetto prevede investimento per 8 milioni di euro per la Scuola Sant'Anna, attraverso i quali finanziare la costruzione di un laboratorio di 800 metri quadrati nell'area della ricerca di San Cataldo. L'accordo è stato raggiunto con il Cnit (Consorzio nazionale interuniversitario per le telecomunicazioni) con l'obiettivo di convogliare in Toscana forti investimenti di aziende interessate a tecnologie complesse. Del resto la fotonica è una delle cinque tecnologie considerate strategiche dall'Ue per la nascita dell'Internet del futuro. L'altro polo che nascerà è quello delle scienze della vita, con la creazione di due nuove macroaree: quello delle scienze biomediche (con un laboratorio di telemedicina) e quello delle scienze agrarie e biotecnologie. Ma se da una parte i progetti sono rosei, si scontrano con i tagli che rappresentano una vera mannaia. Tanto che il rettore del Sant'Anna non a caso ha invitato a tenere la lectio magistralis dell'inaugurazione dell'anno accademico al prof. Adalsteinn Brown, esperto di fama mondiale nel campo del management della sanità. «La sanità - ha detto Carrozza - è vista troppo spesso come una voce interessante solo per tagli lineari e sembra essere presente nelle leggi finanziarie solo come sorgente di possibili risparmi: difficilmente la troviamo come oggetto di investimenti. Con il tema della lezione magistrale di oggi vogliamo affrontare l'argomento in modo rigoroso e costruttivo, utilizzando un metodo scientifico per analizzare alcune possibili soluzioni organizzative atte a far fronte ai tagli (che comunque speriamo non vengano ulteriormente appesantiti), con l'obiettivo di non dover necessariamente incidere sulla qualità ed equità del trattamento».

«La ricerca - ha poi aggiunto - è importante ed è utile, e non esiste più distinzione fra ricerca applicata e fondamentale: l'importante è che si riprenda a finanziarla e che si metta finalmente a punto un piano nazionale della ricerca completo. Un piano che permetta di finanziare i ricercatori e i docenti, che non fissi barriere artificiali fra settori, che tenga conto della coesione territoriale e soprattutto non affidi interamente alla finanza europea tutte le scelte. L'Italia deve avere la sua leadership scientifica e il suo piano, dove auspichiamo che la ricerca libera trovi spazio e torni a essere sostenuta». L'istruzione e la ricerca sono accomunate, secondo Maria Chiara Carrozza, alla sanità nella stessa sorte: «In questo Paese figurano sempre alla voce risparmio, mai alla voce investimento».

Infine un appello al governo: «Oggi siamo qui perché vogliamo ribadire, ora più che mai, che la nostra Scuola, e tutto il sistema universitario e della ricerca, devono tornare al centro degli sforzi per la ripresa del Paese: esiste una comune coscienza che molta parte del nostro futuro si gioca crucialmente nelle aule, nei laboratori, nelle biblioteche».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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