Sicurezza
I punti deboli di un sogno durato un quarto di secolo
Il declino del Consorzio inizia nel 2012, che doveva essere un anno maledetto per le cabale e che evidentemente per qualcuno lo è stato. Per alcuni dei 55 dipendenti, venti a tempo indeterminato e il...
Il declino del Consorzio inizia nel 2012, che doveva essere un anno maledetto per le cabale e che evidentemente per qualcuno lo è stato. Per alcuni dei 55 dipendenti, venti a tempo indeterminato e il resto contrattisti, i guai iniziano a fine aprile, quando non viene corrisposto lo stipendio. A maggio nei guai finiscono anche i contratti a tempo determinato che si vedono corrisposto solo un quarto della paga. I soci del Conzorzio, sulla breccia da un quarto di secolo, sono Università, Normale, Sant’Anna, Cnr, Infn, i Comuni di Pisa e San Giuliano, la Provincia, la Regione eppoi Finmeccanica, Avio, Gerresheimer, Telecom Italia, Piaggio e Kayser Italia. Sotto accusa una gestione negli anni troppo disinvolta e affidata ad amministratori non esperti, nuove assunzioni per un apparato in cui secondo qualcuno sarebbero bastate dieci persone e spese inutili e pesanti, come l’acquisto della nuova sede per un milione e trecentomila euro. Ma più di ogni cosa l’indifferenza con cui si è lasciata affondare una barca che solo sei mesi fa poteva essere salvata con cifre di gran lunghe inferiori ai debiti sommati negli ultimi tempi. (c.v.)
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