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I consiglieri provinciali: un riordino incostituzionale

I consiglieri provinciali: un riordino incostituzionale

PISA. «Le disposizioni sul riordino delle Province sono incostituzionali: violano l’art. 133 della Costituzione». E’ questa la dura accusa al governo Monti da parte di tre consiglieri della Provincia...

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PISA. «Le disposizioni sul riordino delle Province sono incostituzionali: violano l’art. 133 della Costituzione». E’ questa la dura accusa al governo Monti da parte di tre consiglieri della Provincia di Pisa, capigruppo dei rispettivi partiti, Manolo Panicucci (Pd), Massimiliano Casalini (Sel), Andrea Corti (Prc-Pdci), che ieri hanno presentato un documento assai articolato nel quale si chiede il deciso intervento del presidente della Regione, Enrico Rossi, affinchè sollevi la questione dinanzi alla Corte Costituzionale.

«Nessuno di noi - dicono i consiglieri - intende opporsi ad una normativa per il riordino delle amministrazioni provinciali. Ma legiferare su base meramente aritmetica ha prodotto solo caos e preoccupazione anche nella popolazione, sempre più confusa da notizie spesso inesatte».

«Si corre anche il rischio - aggiungono - di dare un colpo ulteriore all’esercizio della democrazia con la scomparsa dei rappresentanti politici che di fatto sono fondamentali riferimenti della popolazione».

A questo aspetto è dedicata la conclusione del documento inoltrato in Regione. «Un’accelerazione sulla cancellazione di organi democraticamente eletti - scrivono i tre consiglieri - produrrebbe, in assenza di un quadro complessivamente delineato, un’inaccettabile confusione sull’attribuzione delle competenze e incolmabili vuoti amministrativi che danneggerebbero non solo la filiera degli enti locali, ma anche tutti i cittadini».

Nell’articolato documento, sicuramente destinato ad accendere nuovi dibattiti e riflessioni, non c’è traccia di logiche campanilistiche che, secondo i diretti interessati, «sono aspetti secondari da affrontare dopo che una legge sensata, e soprattutto ben chiara, avrà dato le risposte che non solo noi attendiamo. Ogni discussione in proposito - concludono i tre consiglieri provinciali - è sterile e non serve certamente ad evitare la scadenza del 30 giugno 2013, quando, stando così le cose, il nostro ente sarà sciolto definitivamente».

Entro quella data infatti, secondo la scaletta del governo, tutte le Province saranno guidate da un commissario che gestirà la transizione verso il nuovo regime.

Doady Giugliano

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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