Gioco
Area costiera o Pisorno ora sceglierà il governo
PISA. Pisa con Livorno o Pisa più Livorno, Lucca e Massa Carrara? Il quesito resta aperto: tutto passa nelle mani del governo. Perché alla fine è stato deciso di non decidere: il consiglio regionale,...
PISA. Pisa con Livorno o Pisa più Livorno, Lucca e Massa Carrara? Il quesito resta aperto: tutto passa nelle mani del governo. Perché alla fine è stato deciso di non decidere: il consiglio regionale, così come già aveva fatto il Cal (consiglio delle autonomie locali) nei confronti della stessa Regione, invierà all’esecutivo di Monti tutte e due le ipotesi già note. La prima è quella che prevede l’istituzione della città metropolitana di Firenze e di quattro province: Arezzo (se il governo accetterà come valido il parametro della popolazione residente e non quella in base al censimento), Prato-Pistoia (in deroga alla legge nazionale), Siena-Grosseto e un’area vasta della costa che comprende Pisa-Livorno-Massa-Lucca. La seconda proposta (redatta dall'Unione delle Province) prevede invece la città metropolitana più 5 province, differendo dalla prima solo per quanto riguarda la ripartizione della costa che verrebbe suddivisa in due realtà: Pisa-Livorno e Massa-Lucca.
In consiglio regionale si sono riproposte le stesse divisioni che avevano portato alla non decisione del Cal. Il governo, secondo quanto riportato ieri dal Corriere della Sera, applicando pari pari la legge e senza concedere deroghe potrebbe varare, oltre alla città metropolitana, le province di Pisa-Livorno, Grosseto-Siena-Arezzo, Lucca-Massa Carrara-Pistoia-Prato. Un disegno questo che potrebbe essere cambiato se verranno accolte le deroghe richieste per Arezzo autonoma e per l’abbinamento Prato-Pistoia.
Secondo quanto già aveva anticipato il sindaco Marco Filippeschi, il governo avrebbe messo come paletto quello del varo del minor numero delle province: dunque, se dovesse scegliere solo sulla base delle proposte toscane, sarebbe favorita la soluzione di una provincia a quattro, con Pisa insieme a Livorno, Lucca e Massa Carrara. Ma tutto ora è nelle mani di Roma. Lo dice anche Andrea Pieroni, presidente di Upi Toscana e della Provincia di Pisa, secondo cui «si sposta sul governo il bandolo della matassa, che però è stata determinata proprio dall’azione del governo che ha voluto avviare una riforma dello Stato solo parziale, rimandando alla futura legislatura gli interventi su Regioni ed enti locali, colpendo solo le Province. Una riforma che non si doveva fare a colpi di decreti legge, calpestando persino i principi democratici del Paese attraverso il commissariamento di organi eletti dai cittadini prima della fine del loro mandato».
Francesco Loi
ALTRO SERVIZIO A PAG. 10
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
