Il dolore
Si torna sulle tracce di Roberta Ragusa
I carabinieri setacciano la zona di San Giuliano a caccia del cadavere della donna
PISA. Si torna sulle tracce di Roberta Ragusa, l’impreditrice di Gello svanita nel nulla in una gelida notte di gennaio, attesa da allora da due ragazzini inconsolabili, i figli Daniele e Alessia, 16 e 11 anni. Oggi infatti i carabinieri tornano a cercare nella zona di San Giuliano e cosa cercano adesso si sa: un cadavere, un corpo che possa finalmente «parlare» e dire che cosa è successo in quella terribile notte, se Roberta è sparita dopo essere uscita di casa sconvolta ed aver fatto un brutto incontro con uno sconosciuto o se la persona che le ha fatto del male era qualcuno che conosceva bene e con cui avrebbe tentato un chiarimento. I carabinieri torneranno a cercare, sotto la direzione del reparto operativo del comando, insieme agli uomini del primo reggimento paracadutisti Tuscania e insieme ai cani del gruppo cinofili dell’Arma di San Rossore. Le attività dovrebbero ripetersi anche nei giorni successivi perché una sola giornata non si ritiene sufficiente ad esaurire l’obiettivo che gli investigatori si sono prefissi, dividendo il territorio in parti che vengono via via esaminate, o sulla base di supposizioni o dopo dichiarazioni acquisite nel corso dell’ascolto dei vari testimoni che in questi lunghi nove mesi e mezzo sono sfilati davanti al pm inquirente, Aldo Mantovani.
La fascia di territorio che verrà scandagliata potrebbe essere una fetta compresa fra casa Logli, da cui la donna è sparita, e Metato, luogo in cui risiede l’amante del marito di Roberta, ma dalle forze dell’ordine, che pure hanno annunciato la battuta di domani, non c’è alcuna conferma.
Unico iscritto nel registro degli indagati per questo mistero è Antonio Logli, 49 anni, marito della scomparsa: l’ipotesi di reato è quella di omicidio volontario. Contro di lui una serie di leggerezze, tante bugie e la taciuta e annosa relazione con Sara Calzolaio, 29 anni, la baby sitter di famiglia e segretaria dell’autoscuola Futura, gestita da Roberta con marito e suocero. Ascoltato come persona informata sui fatti quando l’uomo denunciò la scomparsa della moglie, non è mai stato interrogato come indagato. L’avviso di garanzia all’uomo fu consegnato la sera del 29 febbraio, data dell’arrivo a casa sua e negli uffici dell’autoscuola dei Ris: allora cercarono nelle abitazioni dei Logli, sulle loro auto e nelle pertinenze in uso alla famiglia, ma non fu trovato nulla che potesse far chiarezza sulla scomparsa di una mamma attaccatissima ai suoi figli. Roberta sparì nella notte fra venerdì 13 e sabato 14 gennaio scorsi, la stessa del naufragio della Concordia, senza portar dietro nulla, né un cappotto, né il cellulare, né soldi e documenti. L’ultimo ad averla vista in casa era stato Antonio. «Era seduta in cucina a far lista della spesa - ha detto -: io sono andato a letto e solo al mattino dopo, alle 6 e tre quarti, mi sono accorto che accanto a me, a letto, non c’era». A confessare la loro relazione, il lunedì successivo, era stata Sara. Antonio ha ammesso di aver fatto quella sera, fra le undici e mezzanotte e un quarto, tre telefonate all’amante dalla soffitta, dopo essere andato a pulire l’autoscuola, per quanto il giorno dopo restasse chiusa. Da mesi quelle poche ore, fra le undici di sera e le sette del mattino, sono nel mirino dei carabinieri.
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