Il dolore
«Violenza mai, ma gli sfottò ...»
Il prefetto: gli ultrà? Sono una risorsa. L’avvocato Contucci attacca Maroni
PISA. Le regole vanno rispettate e il calcio non deve essere mai occasione di violenza. Ma è questa che va combattuta, e non il carattere di aggregazione e il tifo fatto di ironia e di sfottò. Suonano molto incoraggianti le dichiarazioni del prefetto Francesco Tagliente a margine della tavola rotonda: «Ringrazio l'avvocato Bottone per avermi coinvolto nella organizzazione di questo incontro: mi auguro che questo dibattito possa favorire un diverso rapporto tra tifosi e Forze di Polizia. Ho appreso con grande interesse che anche il Consiglio Comunale si muove nella stessa direzione auspicando un tavolo con i tifosi della Curva Nord, per contribuire a riportare presenze e folclore allo stadio. Dichiaro sin d'ora il mio plauso all'iniziativa e la disponibilità a non far mancare la presenza della Prefettura.
Ritengo prezioso questo partenariato istituzionale che promuove e favorisce il dialogo con il mondo della tifoseria.
E' necessario fare squadra anche a livello territoriale tra i rappresentanti delle istituzioni e Amministrazioni, societa sportive e soprattutto con i tifosi. Dal dibattito è emerso che gli ultras sono una risorsa per la città e per il Pisa e che interesse delle istituzioni è garantire loro il diritto all'ironia, allo sfottò per andare allo stadio in sicurezza, con goliardia e passione sportiva. I rappresentanti delle Istituzioni hanno confermato una grande disponibilita e apertura a chi è interessato al dialogo nel rispetto dei doveri imposti dall'ordinamento». E ieri Roberto Massucci si è unito al plauso del prefetto «per un’iniziativa che, attraverso il dialogo, ha avvicinato centro e territorio. Comune l'obiettivo: valorizzare la passione dei tifosi e ritornare a stadi pieni e colorati».
L'avvocato penalista ed esperto in legislatura antiviolenza Lorenzo Contucci ha spiegato il suo punto di vista sulla tessera del Tifoso «che nasce in primis come interesse per le banche, i circuiti di pagamento, il Ministero dell'Interno, le aziende private e la politica». Ed ha ricordato: la Tessera «nasce in maniera dittatoriale, visto che il 14 agosto 2009 l'allora ministro Maroni uscì in questo modo: "Se non l'adottate, vi chiudiamo gli stadi", rivolto a società, ministeri e tifosi. Rimasero tutti spiazzati e da lì fu l'inizio della fine».
Antonio Tognoli
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